18 Febbraio 2026
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A Milano l’arte di Fortunato Depero: al Museo Bagatti Valsecchi la mostra “Space to Space”
MILANO – Resterà aperta fino al 2 agosto al Museo Bagatti Valsecchi la mostra “Depero Space to Space. La creazione della memoria”, curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico. Un ritorno atteso: Fortunato Depero torna a Milano a 35 anni dall’ultima grande retrospettiva dedicata in città. Il percorso propone oltre quaranta opere realizzate tra gli anni Trenta e Cinquanta, provenienti dalla Casa d’Arte Futurista Depero e dal Mart, in dialogo con gli ambienti della Casa Museo Bagatti Valsecchi. Un confronto diretto tra il linguaggio futurista dell’artista trentino e la dimora neorinascimentale milanese.
La mostra, realizzata in collaborazione con il Mart – Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, è inserita nel programma ufficiale dell’Olimpiade culturale di Milano-Cortina e gode del patrocinio di Regione Lombardia, ministero della Cultura, Enit, Provincia autonoma di Trento, Comune di Milano e Comune di Rovereto, oltre al contributo del ministero del Turismo. Alla presentazione ha partecipato l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso, insieme a Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e Francesca Gerosa, assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento.
“Questa esposizione rappresenta pienamente il senso dell’Olimpiade culturale di Milano Cortina, perché dimostra come i musei lombardi possano essere protagonisti di un racconto capace di unire memoria, innovazione e visione internazionale. Dopo tantissimi anni, il Museo Bagatti Valsecchi torna ad ospitare le opere di Depero, restituendo al pubblico milanese e a quello della nostra regione uno dei protagonisti più originali e visionari del Novecento”, ha dichiarato Caruso.
Il progetto mette in evidenza il parallelismo tra l’esperienza dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi e quella di Depero, accomunati dalla volontà di creare spazi dove passato e contemporaneità convivono, rinnovando il significato della memoria. Le opere si integrano con arredi e collezioni storiche in un allestimento firmato dallo studio a-fact architecture factory di Milano, con il progetto illuminotecnico di LightScene Studio. Il percorso è arricchito da installazioni sonore curate da Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen. La mostra si chiude con la rievocazione del ViBi Bar, il locale futurista ideato da Depero nel 1937, riproposto attraverso appuntamenti che trasformano il museo in uno spazio di incontro tra arte, musica e convivialità.