ALLUVIONI-PIOVERA – I cittadini di Alluvioni Cambiò e Piovera hanno detto sì alla fusione. Dal 2018 ci sarà un solo comune e si chiamerà Alluvioni Piovera. Il referendum di domenica ha dato come responso una larga maggioranza all’unione. A Piovera 387 i ‘sì’ contro 34 ‘no’ mentre ad Alluvioni i ‘sì’ sono stati 273 contro 126 ‘no’ (gli aventi diritto erano complessivamente 1427). Dal primo gennaio il comune verrà affidato al commissario prefettizio, coadiuvato dai due sindaci, in attesa delle nuove elezioni, tra maggio e giugno. Quindi i comuni della provincia passeranno da 190 a 189. In un periodo politico fatto di separazioni e richieste di autonomia la scelta dei due paesi alessandrini rappresenta un elemento dirompente e un segnale importante, come hanno testimoniato i due sindaci: “Siamo soddisfatti per il risultato perché è stato un progetto che abbiamo portato avanti insieme – ha spiegato Giuseppe Francesco Betti, sindaco di Alluvioni. È stata una cosa di rottura e la popolazione ci ha seguito dopo i tanti incontri fatti”.

“La cosa importante è che la fusione è stata avvallata dai cittadini – ha aggiunto Enrico Boccaleri, sindaco di Piovera. L’indirizzo dato dalle amministrazioni parte da un lavoro di progettazione cominciato l’anno scorso, poi l’istanza alla Regione a marzo. La soddisfazione prima è la grande affluenza in entrambi i paesi a dimostrazione della volontà dei cittadini di lasciare il segno. Poi l’indirizzo forte verso il sì e la fiducia dimostrata agli amministratori. Noi non avevamo esempi in provincia di questo disegno ma soltanto parlando di prospettive che si possono dare ai nostri paesi il risultato è stato questo grande consenso”.

La fusione è arrivata per il bene delle due comunità, hanno spiegato i primi cittadini: “Le fusioni sono incentivate economicamente, e non poco, dal Governo con l’incremento dei contributi straordinari dal 50 al 60% degli stanziamenti riferiti al 2010, ha aumentato i fondi da 30 a 40 milioni. Tutti i bandi prevedono priorità ai comuni oggetto di fusione, insomma dovevamo approfittare di questa situazione”.

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Impressionante il numero di cittadini favorevole alla fusione motivato dal fatto che “il paese ha una identità forte – ha spiegato Boccaleri. Quando capisce e decide che vuole di più valuta tutto e persegue questo obiettivo in maniera compatta. Le motivazioni per identificarsi nel ‘no’, in una situazione di incertezza vissuta in questi anni per tagli fino al 40% sui trasferimenti, non c’erano. Avere una prospettiva per il paese è stata una opzione ben colta da chi vive qui”.

Il risultato finale del referendum racconta anche un’altra storia, quella di politici che rinunciano alle cariche e lasciano il proprio posto, come racconta sorridendo Betti: “Noi il 31 dicembre andiamo a casa. Poi a maggio-giugno ci sarà un solo sindaco“. Chi correrà per quella carica ancora non si sa. Entrambi infatti non si sbilanciano su una loro eventuale ricandidatura. Di sicuro la fusione comporterà fin da subito molto lavoro. Poi arriveranno le scelte sulla gestione idrica, dei rifiuti, del socio-assitenziale. I due comuni infatti hanno legami con l’alessandrino o il tortonese e quindi anche in questo caso ci saranno molti cambiamenti.

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