VOLPEDO – A Volpedo per festeggiare l’approvazione della Legge sui piccoli Comuni, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha sottolineato l’importanza di una delle novità più rilevanti per le realtà sotto i 5 mila abitanti, in arrivo dopo il sì del Parlamento al provvedimento: la banda ultralarga. “Deve essere considerato un servizio universale, come nel secolo scorso la manutenzione delle strade o il segnale della televisione.” Un mezzo, quello della connessione veloce, “utile a ridurre la distanza tra le città e le piccole realtà locali.”

Arrivato nel paese tortonese dopo le tappe a Vercelli e Pollenzo, Gentiloni ha cantato con tutti i cittadini l’Inno di Mameli per poi incontrare nella sala della Società Mutuo Soccorso i circa 200 sindaci del territorio alessandrino e pavese. “Il lavoro di questi primi cittadini è straordinario” ha detto il premier davanti al celebre dipinto Fiumana che, insieme al Quarto Stato, “rappresentano quelle fasce più deboli della società in grado di fare comunità, di legare tra loro. Questa legge è solo un primo passo che va rafforzato e che vuole curare le radici e le identità del nostro paese.” Nel citare Carlo Levi e “l’Italia delle mille patrie” la terza carica dello Stato ha poi sottolineato “l’energia straordinaria di queste mille patrie, se si riesce a tenerle insieme. Nell’Italia dei Borghi bellezza e fragilità sono vicine di casa, occorre occuparsi delle fragilità e valorizzare la bellezza.

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Un’altra importante svolta di questa legge sarà la difesa e la tutela degli uffici postali anche nei centri sotto i 5 mila abitanti, un fattore sottolineato anche dal primo firmatario Ermete Realacci, presente a Volpedo insieme al presidente di Anci Antonio Decaro: “È vero che questa legge richiede uno sforzo importante allo Stato ma costerebbero molto di più il disagio sociale o il dissesto idrogeologico, conseguenze dirette di un eventuale spopolamento, un fenomeno che va fermato, il nostro paese non sarebbe più lo stesso.”

Presente a Volpedo anche una delegazione formata dai sindacalisti Fillea Cgil e Feneal Uil che ha consegnato a Gentiloni una lettera per invocare la modifica del Codice degli Appalti. 

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