Treni: la Provincia pretende risposte dopo l’ennesimo problema sulla Acqui-Genova

La Provincia di Alessandria si è schierata al fianco dei pendolari. L’ente locale ha rinfacciato a Trenitalia ed Rfi il mancato rispetto delle promesse fatte a dicembre. Le due aziende avevano garantito che i treni merci non sarebbero più transistati in orario pendolare per evitare problemi al traffico ferroviario. Invece proprio uno di questi convogli ha provocato, mercoledì scorso, ritardi fino a due ore. Il vicepresidente della Provincia, Gianfranco Comaschi, in una lunga lettera, ha quindi chiesto una soluzione definitiva ai continui disagi.

Di seguito la richiesta chiarimenti urgenti inviata dal Vice Presidente:

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Ancora una volta si apprende, con vivo rammarico, dei sistematici disagi che devono quotidianamente sopportare gli utenti pendolari che si servono della linea ferroviaria Acqui-Genova.
In particolare nella giornata del 30 gennaio, l’ormai noto treno merci “del mercoledì” è rimasto bloccato sui binari all’altezza di Genova Granara e Acquasanta, facendo sì che i convogli serali abbiano viaggiato con ritardi tra i 30 e i 120 minuti.
Questo ennesimo episodio di malfunzionamento ha creato forti disagi a più di 1.500 persone che viaggiavano sui quattro treni della sera coinvolti in direzione Acqui con ritardi superiori alle due ore.
L’incresciosa situazione si è puntualmente verificata nonostante le rassicurazioni fornite da parte di Trenitalia e RFI, che nella riunione avvenuta a Rossiglione nello scorso mese di dicembre avevano garantito che i treni merci non sarebbero più transitati in orario pendolare.
Inoltre, nella giornata di ieri, 31 gennaio, altro grave disservizio è stato cagionato dall’ improvvisa soppressione del treno n. 6168 delle h. 18.12.
In conclusione si richiede che vengano adottate senza ritardo tutte le misure necessarie ad assicurare la regolarità del servizio con superamento dei gravi e continui disagi segnalati dai pendolari del territorio Acquese Ovadese e Basso Alessandrino. Tenuto conto della rilevanza e della durata dei disagi si richiede comunque un incontro urgente finalizzato alla conoscenza e alla discussione delle misure adottate.”

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