Messaggio forte e chiaro alla Regione: i tagli al trasporto pubblico sono inaccettabili

Il Vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Piemonte, Gilberto Pichetto, ha spiegato che si occuperà dei problemi legati al trasporto Pubblico Locale ed entro il 18 (giorno di sciopero del tpl ndr) studierà una soluzione per dare una risposta alle istanze degli amministratori di Province e Comuni. La manfestazione contro i tagli organizzata ieri a Torino potrebbe aver riaperto un canale di comunicazione tra Regione ed enti locali. Oltre 500 rappresentanti di tutto il Piemonte, giunti anche dalla provincia di Alessandria, hanno manifestato ieri per impedire una sforbiciata pesantissima che investirà indistintamente gomma e ferro. Il nocciolo della questione è capire però come la Regione potrà recuperare il denaro necessario a preservare i servizi già mortificati nel 2012. Cota infatti ha replicato alle contestazioni sottolineando come Regione, Province e Comuni siano tutti sulla stessa barca: le colpe – ha detto il presidente – sono da imputare allo Stato. Gli striscioni degli amministratori di Province e Comuni, invece, erano indirizzate al governatore: l’invito era quello di “tenere giu’ le mani dal trasporto pubblico locale”. Per il Presidente i bus e gli amministratori locali avrebbero dovuto imboccare l’autostrada e andare verso Roma.
Difficile dire quindi se la speranza, avanzata anche da Simone Subrero, assessore alla viabilità del Comune di Ovada, possa realizzarsi, e cioè “il ripristino di un dialogo con la Regione dopo il silenzio dei mesi passati.”

Il messaggio è arrivato quindi forte e chiaro tra clacson e file di bisonti blu, e anche il sindaco di Casale, Giorgio Demezzi, ha palesato soddisfazione per l’esito della manifestazione a Torino: “eravamo in tanti e abbiamo sottoposto i problemi dei territorio. Abbiamo fatto capire l’importanza di alcuni collegamenti per noi essenziali”.

Molti sono stati gli interventi delle autorità che hanno accolto il grido di protesta e di aiuto degli amministratori locali e dei cittadini. A introdurre l’incontro è stato l’assessore alla Viabilità e ai Trasporti del Comune di Torino, Claudio Lubatti: “I consiglieri regionali non si rendono conto di quello che potrebbe accadere con tagli di questo genere – ha spiegato – Le aziende sono allo stremo e forse non si percepisce quale può essere l’impatto se questi tagli dovessero essere attuati. Vogliamo far arrivare alla giunta del Piemonte un messaggio chiaro e forte per evitare di mettere in ginocchio l’intero sistema dei trasporti sia su rotaia, sia su gomma”. Per Antonio Saitta, presidente dell’Unione delle Province Italiane, è assolutamente inconcepibile il non utilizzo dei 109 milioni del fondo perequativo previsto per il trasporto pubblico dalla Conferenza Stato-Regioni e applicabile al fondo nazionale: “Quella del trasporto pubblico locale è una battaglia di civiltà che va difesa. Abbiamo già fatto molti tagli nel passato ma non possiamo impedire ai pendolari di andare a lavorare, agli studenti di andare a studiare. Chiediamo che venga usato il fondo perequativo al fondo nazionale come avviene nelle altre regioni.”. “La situazione è sempre più insostenibile e se non si apporteranno modifiche strutturali alle condizioni di bilancio ci troveremo in una situazione analoga su welfare, istruzione, servizi educativi e cultura – ha affermato Piero Fassino, sindaco di Torino, nonché presidente di Anci Piemonte – Ci troveremo, cioè di fronte alla difficoltà di erogare servizi fondamentali per i cittadini. Chiediamo alla Regione di revocare le decisioni fin qui assunte ed evitare che si consideri il trasferimento statale di 425 milioni di euro una somma sufficiente al funzionamento del servizio”.
Cittadini, scolari, pendolari, lavoratori ma non solo: ad accusare il duro colpo di questa nuova politica di “sforbiciate” sono soprattutto i rappresentanti degli enti locali, costretti a non oltrepassare i vincoli governativi imposti dal Patto di Stabilità e nel contempo a integrare con i magri fondi dei bilanci gli ingenti costi del trasporto pubblico. “I comuni hanno già dato abbondantemente sul versante del trasporto pubblico locale” ha rimarcato Donato Gentile, sindaco di Biella “Tutti sappiamo cosa abbiamo dovuto tenere in considerazione per predisporre i nostri bilanci alla luce del Patto di Stabilità. Soltanto i trasferimenti dello Stato e anche quelli regionali non sono sufficienti per pagare il Tpl. I comuni sono obbligati ad integrare il servizio con fondi propri. Tagliare vuol dire chiedere ai comuni ulteriori risorse che non hanno”. Il primo cittadino propone altresì una “pianificazione degli orari, rivolta soprattutto agli studenti, che possa coinvolgere anche il Miur e i dirigenti scolastici”. Nel corso dell’incontro è stata data la parola ad un rappresentante delle organizzazioni sindacali che ha accusato la Regione della mancata riprogrammazione degli stipendi ai lavoratori: “Fino ad ora hanno solo parlato di tavoli di concertazione che non abbiamo mai visto ed ora siamo in odore di tagli – ha precisato il portavoce – Siamo disponibili a pensare a delle riforme ma non a interventi netti unilaterali. Qui siamo di fronte a una enorme perdita di posti di lavoro”.
All’incontro hanno partecipato anche il presidente delle Province piemontesi Massimo Nobili, il presidente regionale Anav (associazione nazionale autotrasporto) Antonio Fenoglio e il vice presidente piemontese di Confservizi Roberto Barbieri. Dopo l’incontro, i sindaci sono stati ricevuti presso la sede regionale in Piazza Castello dal governatore Roberto Cota. Intanto il prossimo 18 aprile sarà indetto un nuovo sciopero del trasporto pubblico.