Le associazioni dei pendolari piemontesi, liguri e lombardi fanno quadrato contro i paventati aumenti dei biglietti e degli abbonamenti dei treni, a partire da agosto. Proprio all’inizio del prossimo mese, infatti, viaggiare nelle tratte ferroviarie tra una regione e l’altra dovrebbe costare di più, in nome di un contratto Stato-Regione stipulato nel 2007. Per chi sale sul treno ogni mattina si prospetta una beffa: attraversare il confine tra Piemonte e Liguria, ad esempio, comporterebbe un biglietto più caro rispetto a quello di un percorso equivalente ma tutto all’interno di una regione. Le associazioni dei pendolari hanno chiesto ai rispettivi assessori regionali il blocco di qualsiasi aumento, pronti a rivolgersi anche al Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi.

“E di contro l’efficienza del servizio rimane quella che è” – ha concluso ai nostri microfoni Alfio Zorzan, presidente dell’Associazione Pendolari dell’Acquese “Proprio nelle linee tra Piemonte e Liguria, ad esempio, ci sono stati tanti tagli dei servizi. Almeno ripristinassero i servizi di due anni fa.”

I possibili rincari di abbonamenti e biglietti erano già stati segnalati dal Coordinamento dei Pendolari del Piemonte e dal Forum Ligure sul Trasporto Pubblico Locale che avevano inviato un documento a Trenitalia e agli assessorati regionali. I rincari avrebbero dovuto entrare in vigore a febbraio e agosto. “Dopo quasi un anno la risposta ufficiosa fu la sospensione degli aumenti degli abbonamenti di febbraio 2013 (in piena campagna elettorale)” – ha fatto sapere l’associazione pendolari dell’Acquese -“ma quella ufficiale fu il silenzio”.

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