La Riccoboni Holding anticipa i tempi e chiede maggior celerità nella procedura di approvazione del proprio progetto di discarica a Cascina Borio e Sezzadio, da parte della provincia. Dopo il tavolo tecnico di inizio luglio, infatti, l’azienda ha provveduto a effettuare subito nuove rilevazioni del territorio interessato. I risultati sono già stati consegnati a Palazzo Ghilini tre giorni fa. Dai dati si evince, secondo Riccoboni che, anche in un periodo di magra, cioè con una presenza ridotta di acque nel sottosuolo, la direzione del flusso di falda non interferirebbe nei pozzi potabili di Sezzadio e Predosa, scongiurando così il rischio di inquinamento del prezioso serbatoio idrico del territorio acquese. “I risultati confermano che i pozzi di Predosa e di Sezzadio” ha riferito la Riccoboni “posizionati idrogeologicamente a monte  rispetto all’area attualmente destinata a cava individuata per ospitare l’impianto di discarica, non possono in alcun modo interferire con l’impianto in progetto.”

“E’ stato inoltre rilevato” – ha aggiunto Enrico Bosi, responsabile del progetto per conto della Riccoboni (la gestione di 1 milione e 700 mila metri cubi di rifiuti, considerati non pericolosi, ndr) – “un grosso strato argilloso tra i 10 e i 20 metri di profondità, sotto Cascina Borio fino a Sezzadio, che separa le due falde: quella più profonda, da cui viene prelevata l’acqua potabile per le famiglie e quella più in superficie.”

Secondo l’ufficio tecnico della Provincia, però, la convocazione della Conferenza dei Servizi resta fissata a settembre. Nel mentre anche ARPA avrà la possibilità di confrontare i dati delle precedenti rilevazioni con quelli arrivati di recente. Probabile, comunque, che anche nei primi giorni di agosto, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale effettui altri studi nelle aree interessate.

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