Berlusconi si arrende ai numeri e vota la fiducia al Governo Letta. Borioli:’un’operazione rocambolesca’

Colpo di scena a Palazzo Madama. Il governo Letta ha incassato un’ampia fiducia dopo essere arrivato sul ciglio della crisi. Silvio Berlusconi, infatti, preso atto della spaccatura del Popolo della Libertà, con più di 20 senatori pronti ad appoggiare l’esecutivo, è intervenuto in aula assicurando il voto di fiducia di tutto il partito. Alla fine sono stati 235 i sì, 70 i no. “Era un’ipotesi che circolava anche questa notte” ha dichiarato a Radio Gold News il senatore del Partito Democratico Daniele Borioli “Noi ci auguravamo che Letta incassasse la fiducia, ma con una separazione palese tra l’anima moderata del Pdl e i cosiddetti falchi. Berlusconi ha comunque perso la faccia e il controllo del proprio gruppo. In extremis ha deciso di dire sì ma la sua è una sconfitta politica. E’ stata un’operazione rocambolesca e trasformista. Letta avrebbe comunque avuto la fiducia in aula, con circa 170 senatori (161 è il numero minimo, ndr). Ora il Governo dispone di una maggioranza che non dipende da Berlusconi, formata dal Pd, Scelta civica, Gruppo delle Autonomie e 23 senatori del Pdl.” Per il senatore Borioli ora è il momento di “alzare l’asticella sui contenuti programmatici, tirando dritto sulla decadenza di Berlusconi da senatore e sulla modifica della legge elettorale, con in primo piano l’interesse del paese.”

“Letta ha tenuto la barra dritta come il Pd – ha spiegato l’altro senatore Pd della provincia di Alessandria, Federico Fornaro – “Il partito, sulla questione della decadenza di Berlusconi non ha ceduto a ricatti e lusinghe del Popolo della Libertà ed è venuto in Parlamento. Qui ogni forza politca si è assunta le proprie responsabilità. Il Pdl invece si è spaccato, si è diviso e fino all’ultimo stava per votare in due maniere differenti. Alla fine Berlusconi per occultare la sconfitta ha deciso di dare l’appoggio al governo Letta. Posso dire che certamente, da oggi, questo governo è autosufficiente rispetto a Berlusconi. Di sicuro l’immagine della politica dopo una giornata come quella di oggi non è estremamente positiva perché questo continuo cambio di scenario di Berlusconi ha più della farsa che della tragedia. Quanto potranno durare, ora, le larghe intese?Il traguardo di cui ha sempre parlato Letta è la primavera del 2015. Si tratta di andare in Europa per gestire il semestre europeo che ci tocca dopo 10 anni e ritornerà tra 15. Letta ha dimostrato serietà, autorevolezza e senso dello Stato, elementi che spero prevalgano in tutti. Certamente nel Pdl si è aperta una crisi profonda e oggi si è segnata una sconfitta politica chiara di Berlusconi”. Non ha partecipato alla votazione la terza parlamentare della provincia di Alessandria, la novese Manuela Repetti, del Popolo della Libertà.

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