Le Rsa di Aspal provano a rompere ‘il preoccupante silenzio dell’amministrazione comunale’

Le Rsa di Aspal, la partecipata del Comune di Alessandria hanno provato a rompere “il preoccupante silenzio” che secondo le rappresentanze aziendali aleggerebbe ormai da troppo tempo sul destino dei servizi dell’azienda in liquidazione. Dopo il trasferimento dei servizi socio-educativi e culturali all’azienda Speciale ‘Costruire Insieme’, i dipendenti Aspal, hanno denunciato, sarebbero ancora in attesa di un delibera in cui l’amministrazione metta ‘nero su bianco’ “la volontà politica” di mantenere aperti questi servizi, stanziando i necessari fondi. Alle richieste avanzate dalle rappresentanze sindacali, hanno denunciato le Rsa, l’amministrazione continuerebbe però a rispondere con il silenzio.

Di seguito il comunicato stampa inviato dalle Rsa Aspal

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Aspal- Costruire Insieme: un silenzio preoccupante.

Il 9 agosto il consiglio comunale approvava una delibera con la quale veniva disposto il trasferimento dei servizi socio educativi e culturali gestiti da A.S.P.AL. (Ludoteca-ludobus Informagiovani, Punto D, scambi internazionali , mediazione culturale, ex ICS, museo del cappello e teatro delle scienze) all’Azienda speciale multi servizi Costruire Insieme, alla quale venivano affidati anche il servizio extrascuola e la scuola dell’infanzia Bovio. Se si considerano i soli servizi fino ad ora riaperti (Scuola dell’Infanzia Bovio, Extrascuola, ludoteca e Informagiovani) sono circa 500 le famiglie che ne usufruiscono. E che, insieme ai 40 dipendenti di A.S.P.AL. che a prezzo di grandi fatiche li stanno facendo funzionare, attendono un’ulteriore delibera con cui l’Amministrazione Comunale concretizzi – si spera – l’effettiva volontà politica di lasciare i servizi aperti, e un conseguente ed adeguato stanziamento di fondi affinchè possano continuare ad operare. A fronte delle richieste che in questo senso sono state avanzate dalle rappresentanze sindacali, sindaco e Amministrazione Comunale tacciono. Un tergiversare accompagnato da continui rinvii, da budget mutevoli, da richieste di ulteriori tagli e razionalizzazioni ad una partecipata che ha già provveduto ad eliminare inefficienze e a realizzare risparmi e che vede le risorse assegnatele già ridotte all’osso. Il silenzio dell’Amministrazione Comunale ci preoccupa, come lavoratori che come cittadini. E non vorremmo che fosse un paravento dietro il quale nascondere il ritorno in campo di chi mira a chiudere i servizi per riaffidarli poi ad altri, secondo nuove modalità di gestione (di fatto, privatizzandoli) anziché preoccuparsi di mantenerli pubblici, efficienti e fruibili, compatibilmente con la situazione di dissesto. Restiamo in attesa di risposte, augurandoci che non siano nuovamente necessari presidi ed occupazioni di varia natura per sollecitarle. Perché, sebbene ci rendiamo conto della difficoltà del momento, siamo altrettanto convinti che Alessandria abbia bisogno di quei servizi ingiustamente ritenuti non essenziali da una legge ingiusta, ma indispensabili, soprattutto in un momento di crisi per una città a pezzi, dissestata e depressa”.

RSA ASPAL – Badengo, Bianco, Marsiglione, Trupia