I sindacati puntano il dito sul bilancio ‘miracolosamente riequilibrato’ di Palazzo Rosso

I numeri “ufficiali” dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato del Comune di Alessandria restano in mano dell’amministrazione comunale. Il documento contabile, rivisto e corretto dopo le puntualizzazioni del Ministero, passerà infatti al vaglio del Consiglio Comunale solo la prossima settimana. A pochi giorni dalla scadenza del 15 ottobre, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Silvana Tiberti, Alessio Ferraris e Aldo Gregori, dopo aver visto cadere nel vuoto le richieste di incontro per entrare nel merito dell’ipotesi di bilancio, sono quindi tornati a puntare con forza il dito sulla “mancanza di trasparenza” dell’Amministrazione Rossa. Cgil, Cisl e Uil, hanno spiegato, stanno “vivendo nell’opacità creata dall’amministrazione“. I ragionamenti fatti “solo sulla base di un foglio di lavoro” illustrato a grandi linee dall’assessore al bilancio, Matteo Ferraris, ai delegati della funzione pubblica sembrerebbero però portare a gridare “al miracolo”. L’alternativa “al miracolo”, come subito puntualizzato dal Segretario Uil, Aldo Gregori, potrebbe essere infatti solo “una presa in giro” portata avanti dall’amministrazione negli ultimi mesi. Secondo quanto riportato dalle tre sigle, infatti, nella nuova ipotesi di bilancio non ci sarebbe più traccia dei circa 24 milioni di euro di disavanzo. “Magicamente” trovati, hanno spiegato i segretari della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Gianluca Di Blasi, Fabrizio Sala e Paola Bisio, anche i 4 milioni di euro che nei mesi scorsi avevano fatto temere pesanti tagli anche tra i dipendenti diretti del Comune di Alessandria. L’amministrazione, hanno spiegato i sindacati, sarebbe quindi finalmente riuscita a far quadrare entrate e spese, raggiungendo il tanto agognato ‘equilibrio’. Il ‘come’ ci sia riuscita, secondo Cgil, Cisl e Uil, rimane però “un mistero” . Se il capoluogo fosse realmente riuscito a ‘far quadrare i conti’, ha precisato il Segretario Cgil, Silvana Tiberti, i sindacati sarebbero “i primi ad esserne felici” anche se “la scelta strategica del fare da sé” dell’amministrazione, come l’ha definita il Segretario Cisl, Alessio Ferraris, ha comunque fatto pagare “un prezzo alto alla città“. Se davvero “si è pagato tutto quello si doveva pagare“, hanno sottolineato i segretari, nel conto restano comunque i 76 lavoratori di Aspal in cassa integrazione, i 15 lavoratori del Teatro regionale alessandrino ormai prossimi a veder finire la copertura dell’ammortizzatore in deroga, i precari di Costruire Insieme lasciati a casa, i dipendenti delle cooperative che oggi non vengono pagati e quelli già rimasti senza lavoro nei mesi scorsi. Altrettanto pesante, hanno aggiunto i sindacati, anche il mattone finito sulla testa dei fornitori del Comune di Alessandria che, qualora scegliessero la procedura semplificata di liquidazione, vedrebbero saldati solo il 40-60% dei loro crediti. Il percorso seguito dall’amministrazione nell’ultimo anno e mezzo, secondo i sindacati, non avrebbe lasciato traccia di una strategia “chiara” e, ormai, della “Galassia Comune” non resterebbe che “uno spezzatino“, dove a salvarsi sarebbero solo i pezzi più grossi. I problemi, secondo i sindacati, non mancherebbero però neanche nelle realtà più ‘solide’ dal punto di vista economico. Nella partecipata Amag, hanno spiegato, la grana sarebbe infatti la ‘governance‘ della partecipata e, più nello specifico, il presidente Pietro Bianchi. Nonostante un conto economico positivo nei primi sei mesi, ben poco sarebbe cambiato rispetto all’epoca della precedente amministrazione. “L’amministrazione dell’era Rossa fa la stessa cosa della gestione Fabbio: non paga i fornitori” ha chiosato il segretario Femca Cisl, Michele Muliere. A preoccupare i sindacati di categoria, ha aggiunto, sarebbero soprattutto le prospettive future dell’azienda. Arrivati ormai a ottobre,  le parti sociali non avrebbero avuto ancora nessuna risposta in merito all’ormai prossimo bando per la gara del gas. “Il presidente da troppo tempo si sottrae al confronto – ha aggiunto Muliere – Non si può pensare, però, che un unico uomo al comando riesca a risolvere tutti i problemi. Alessandria non è l’unico Comune che deve mettere a gara la propria rete e il nostro timore è che non si riesca a trovare un accordo con tutti gli altri Comuni dell’Ambito, entro la scadenza della fine dell’anno. Credo che, alla fine, si dovrà avere a che fare con un commissario”. Caduta nel vuoto la richiesta di tenere uniti tutti i pezzi e di affrontare il dissesto di Alessandria ai più volte sollecitati tavoli di confronto, Cgil, Cisl e Uil, hanno chiosato, “non vogliono sentirsi addossare responsabilità per le scelte fatte dall’amministrazione comunale”. “Magari è davvero avvenuto il miracolo – hanno concluso i confederali – Noi, però, non capiamo come. Un’amministrazione trasparente non consegna chilometri di carta a 48 ore dagli incontri, ma rende accessibili, e facilmente leggibili, numeri e scelte“.