Blocco dei cancelli, 24 ore su 24, alla Bundy di Borghetto Borbera . Dopo la presentazione, giovedì, del piano industriale dell’azienda nella sede di Confindustria, alla presenza e l’annuncio di 120 esuberi, su un totale di 180 dipendenti, tra impiegati e operai, i lavoratori, in serata, hanno deciso di entrare in assemblea permanente. L’azienda, hanno spiegato i delegati di Fiom, Fim e Uilm, Poggio, Bardon e dell’Olmo, giovedì ha illustrato i cambiamenti subiti dal settore del freddo e il progressivo decentramento nell’est Europa Turchia, Ungheria, Polonia ,Serbia a causa dei costi di produzione inferiori all’Italia. “Ancora una volta – hanno chiosato i sindacati – ci troviamo di fronte a un’azienda che ha il lavoro, ma che per “rimanere” sul mercato ed aumentare gli utili (la proprietà Sun Capital è un Fondo di Investimento americano) decide di disinvestire in Italia a favore di Turchia, Polonia”. Il piano presentato dalla società, parte del Gruppo Bundy Refrigeration che progetta, produce e commercializza componenti per il circuito refrigerante dei frigoriferi per uso domestico e commerciale e che oggi conta nove stabilimenti produttivi, quattro in Europa (Italia, Ungheria, Germania e Polonia), uno in Turchia e quattro in Sud America (due in Brasile, uno in Messico e uno Colombia), prevede di mantenere a Borghetto un sito con 60/70 dipendenti super specializzati che dovrebbero aiutare l’installazione ed il funzionamento degli impianti all’estero. “Ancora una volta la logica del “mercato” contrappone lavoratori tra loro in una lotta per la sopravvivenza che in Val Borbera determina la vita della vallata , dove Bundy rappresenta la realtà produttiva ed occupazionale più grande” hanno quindi chiosato i sindacati. Per Fim, Fiom Uilm e Cgil, Cisl e Uil, questo piano significa infatti “smantellamento del sito“ senza “alcun margine di trattativa possibile”. Un’analisi condivisa anche dai lavoratori della Bundy di Borghetto che da giovedì sera hanno fatto scattare il blocco dei cancelli.