Dieci pullman pronti a raggiungere Torino per la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil

Sono quasi 200 mila i piemontesi in cerca di occupazione e almeno altrettanti i cittadini che hanno perso il lavoro. Un giovane su quattro non studia e non lavora, uno su due è alla ricerca di lavoro. Uno scenario tra “i più gravi del nord Italia” che ha spinto le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil a chiamare nuovamente a raccolta cittadini e lavoratori questo sabato mattina a Torino. Una nuova manifestazione per chiedere al Governo politiche “davvero a sostegno dei lavoratori e delle fasce più deboli dei cittadini” hanno spiegato Fabio Favola per segreteria provinciale Cgil, Alessio Ferraris, segretario provinciale Cisl e Aldo Gregori, segretario provinciale Uil.

In Piemonte le ore di cassa integrazione nei primi 10 mesi del 2013 hanno infatti superato il tetto delle 80 milioni di ore e le richieste di ammortizzatori sociali arrivate in Regione a fine novembre hanno raggiunto quota 35 milioni di ore. Negli oltre 43mila lavoratori piemontesi alle prese con la cassa integrazione in deroga ci sono anche quelli della provincia. Negli 8.937.472 di ore di ammortizzatori autorizzati in provincia da gennaio a ottobre, ci sono infatti 2.160.678 di ore di cassa in deroga, 4.165.549 di ordinaria e 2.611.245 di straordinaria. Nonostante un livello di disoccupazione “di una gravità senza precedenti” hanno quindi chiosato Cgil, Cisl e Uil, il Governo ha deciso di stanziare per la cassa integrazione risorse insufficienti a completare l’anno in corso e drasticamente ridotto anche le categorie di lavoratori e aziende che, dal 2014, potranno accedere alla cassa integrazione.

Già dalla fine del mese di dicembre, secondo Cgil, Cisl e Uil, già 40 mila famiglie piemontesi potrebbero rimanere senza reddito. Uno scenario purtroppo destinato a peggiorare vista la riduzione consistente dei periodi di copertura per il 2014, il 2015 e il 2016, l’esclusione degli apprendisti e la possibile non applicazione agli interinali della “cassa”. Altrettanto pericolosa anche la scelta del Governo di limitare le tipologie di aziende destinatarie degli ammortizzatori e l’inserimento del vincolo dell’anzianità di sevizio di 12 mesi, che di fatto penalizzerà tutti i lavoratori a tempo determinato. Ad aggravare lo scenario, poi, la non applicabilità dell’ammortizzatore alle aziende in cessazione che causerà così immediati licenziamenti.

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Determinati a ottenere un cambio di rotta da parte del Governo, i sindacati hanno quindi organizzato la manifestazione di sabato mattina a Torino. Sono già 10 i pullman pronti a partire dalla provincia per raggiungere Piazza Vittorio Veneto a Torino dove, dalle 9.30, partirà poi il corteo fino in Piazza Castello.

I pullman dalla provincia, partiranno alle 7.30 da Piazza Divina Provvidenza ad Alessandria, via Pietro Isola a Novi Ligure, Piazza Allende a Tortona e Piazza Castello a Casale.

Chi volesse partecipare alla manifestazione di questo sabato a Torino può contattare le segreterie provinciali di Cgil (0131/3081), Cisl (0131/204711) e Uil (0131/263333)