ROMA – La discussione sulla proroga del bando periferie continua. La proroga al 2020 dei finanziamenti ha lasciato sconcertati i comuni che hanno immediatamente chiesto spiegazioni al Governo. Sul tema interviene ora Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, per illustrare le ragioni della posizione del Governo. In una nota attribuisce al Governo Renzi le ragioni dello stop, alla base di tutto, sostiene il politico alessandrino, il fatto che “il Pd di Renzi abbia promesso soldi che non poteva spendere.” “A dirlo – sostiene Molinari – è la sentenza numero 74/2018 della Corte Costituzionale di aprile, che dichiara incostituzionale il comma della finanziaria del 2016 che prevedeva  fondi per la seconda parte dei comuni finanziati. Quindi, i primi 24 comuni sono stati finanziati regolarmente, quelli del secondo giro no. È chiaro allora che si è trattato di un’operazione spot del Pd prima delle elezioni.  Per rimediare a questa presa in giro del precedente governo e sulla base della sentenza della Corte Costituzionale, con l’emendamento votato all’unanimità dal Senato, abbiamo liberato 2 mld di euro (prima bloccati dal Pd con l’assurda austerity imposta dalla legge di bilancio). Finalmente quindi tornerà ad esserci possibilità di spesa per tutti i comuni che hanno saputo ben amministrare, non solo per quelli del bando, i quali, comunque, avranno coperture per i primi impegni presi e anche per altre opere. Allo stesso tempo si tiene viva la graduatoria del bando periferie spostandone il finanziamento al 2020, per trovare risorse reali e spendibili e non inesistenti, con cui realizzarlo legalmente. In sintesi, il Pd locale con le sue polemiche strumentali mente, mentre quello in Parlamento, conoscendo la questione, per salvare la faccia ha votato l’emendamento”.