Autore Redazione
lunedì
7 Aprile 2014
00:00
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Politica - Alessandria

Pd: la quiete (per ora) dopo la tempesta

Pd: la quiete (per ora) dopo la tempesta

Dopo le tensioni del fine settimana sembra tornato un briciolo di calma all’interno del partito Demcoratico, almeno in apparenza. Sabato il segretario provinciale, Domenico Ravetti, aveva infatti deciso di rassegnare le dimissioni a dimostrazione dell’aria elettrica all’nterno della realtà politica. Tutto era scaturito da un clima non certo idilliaco all’interno del Pd in seguito alla scelta dell’assemblea di identificare in Ravetti, Ottria, Moro e Zenari i candidati alle prossime regionali, con l’ingombrante esclusione del Presidente della Provincia Paolo Filippi. Scelte però maturate dall’ultima assemblea in modo democratico. Evidentemente il percorso non è bastato e così domenica sera si è consumata un’altra riunione urgente per riportare il sereno nel partito. Alla fine nulla è cambiato. Filippi ha voluto ricordare il suo impegno per il Pd, anche se intervallato da un periodo di critica e distanza dal partito. Ravetti dal canto suo ha invitato a guardare al bene del Pd e soprattutto degli elettori. Nella discussione non hanno taciuto le varie zone, e aree politiche, della provincia. Il Pd novese ha presentato un documento in cui è stata rimarcata l’importanza e la legittimità delle decisioni assunte dall’assemblea e al contempo è stato dato pieno sostegno al segretario provinciale. Dall’ovadese invece la posizione critica, a sostegno di Filippi. Meno nette e più contrastate le posizioni da Alessandria e Tortona. Oggi Torino metterà comunque la parola fine alla questione anche se non dovrebbero esserci sorprese.
Intanto Radio Gold ha raggiunto il segretario provinciale Domenico Ravetti per avere un commento sull’affollata assemblea di domenica. Ecco cosa ci ha raccontato: “ieri sera è stata una serata importante per il nostro partito. Tutto è iniziato da un incontro avvenuto la scorsa settimana tra una delegazione della mia segreteria e una delegazione di quella regionale guidata da Davide Gariglio. Ebbene, il giudizio sull’esito dei lavori per individuare i 4 candidati alle proporzionali, quell’esito, mi è parso in grado di mettere in seria difficoltà il cammino del nostro partito in provincia e per questo ho voluto imprimere un’accelerazione con l’ipotesi delle mie dimissioni. Ho voluto provocare una reazione come poi in effetti è accaduto. Abbiamo ribadito i quattro candidati, il partito mi ha invitato a ritirare le dimissioni e oggi pomeriggio la direzione regionale deciderà, come è giusto che sia. Una decisione nella piena libertà di scelta, sapendo che è avvenuto un processo democratico sul nostro territorio, un processo che voglio difendere fino in fondo.”
Le dimissioni di Ravetti sarebbero state quindi una forzatura per cercare di diradare la nebbia pesante che ha invaso gli uffici di Palazzo Pacto e secondo il segretario “chiarezza c’è stata. Il Pd da quanto successo ieri ne è uscito ancora più forte. A prescindere da quello che accadrà a Torino”.
Sull’intervento di Filippi nell’assemblea di domenica sera il segretario provinciale ha tuttavia puntualizzato: “ho apprezzato le sue parole anche se molti passaggi non li ho condivisi. C’è un problema che in politica ha una certa importanza e cioè quello che della tempistica. Quell’intervento lì avrei voluto sentirlo alcuni mesi fa. Però dopo ieri il Presidente della Provincia non è più un corpo estraneo nel Pd“. Impossibile però avere la certezza che i veleni siano davvero svaniti e su questo Ravetti non sembra voler mettere la mano sul fuoco: “difficile dire se sono spariti, forse perché i veleni fanno parte dell’essenza stessa dei partiti. Io però vorrei cominciare a parlare, da domani in poi, dei problemi dei piemontesi. Viviamo dentro il partito e dovremmo cercare di vivere di più in mezzo alle persone. Io non so se i giovani che hanno letto le storie del Pd di questi giorni possano essersi rimasti appassionati, ammesso che abbiano voluto leghgere qualcosa. Io spero di avvicinarli offrendo loro prospettive e tornando a fare la politica necessaria”.

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