Luigi Di Maio

ROMA – Il vice premier Luigi di Maio incontrerà i lavoratori della Pernigotti. Come annunciato sulla sua pagina Facebook, il Ministro del Lavoro “presto sarà a Novi Ligure” per delineare la strada per garantire “la dignità” dei dipendenti e “lo storico marchio” novese.

Di Maio e il Presidente del Consiglio Conte, “come promesso” sono riusciti a incontrare la proprietà e, al termine di un lungo confronto, lunedì sera hanno ottenuto la sospensione della procedura per la cessazione dell’attività fino al 31 dicembre e convinto il gruppo turco a provare la strada della reindustrializzazione. “Abbiamo parlato a lungo con loro, spiegando il ruolo fondamentale che un marchio come Pernigotti ricopre in Italia, ma soprattutto nel territorio di Novi Ligure, dove è fonte di reddito per centinaia di famiglie orgogliose di rappresentarlo da una vita” ha scritto Di Maio su Facebook.

La battaglia per salvare la Pernigotti e il Made in Italy, ha aggiunto però il vice premier è “ancora lunga”.

Con l’azienda per ora abbiamo concordato di sospendere la procedura fino al 31 dicembre. Successivamente la strada che abbiamo indicato è quella di provare a reindustrializzare il sito di Novi Ligure; per farlo sarà nominato un soggetto terzo che possa verificare e valutare le opportunità produttive che arriveranno in queste settimane. In quella fase agli operai verrà garantita la cassa integrazione. Insomma, in questo modo si riuscirebbe a respirare, ma la nostra battaglia per la Pernigotti e per il Made in Italy continua”.

“Questo governo – ha aggiunto – lavora per fare in modo che i lavoratori e le aziende vengano tutelati. Stiamo inoltre continuando a lavorare a una legge che vincoli i marchi storici italiani e le loro produzioni ai territori ai quali appartengono. Sarà un ulteriore passo verso la valorizzazione e la tutela del bene più prezioso a nostra disposizione: il Made in Italy.

Presto andrò a trovare i lavoratori a Novi Ligure e lì faremo un nuovo tavolo per capire a che punto siamo e delineare una strada che garantisca la dignità dei lavoratori e anche dello storico marchio”.

Intanto l’azienda ha raffreddato le notizie sulla possibile vendita del marchio o della società, smentendo una voce circolata nelle ultime ore.