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PROVINCIA – Una seduta congiunta dei consigli comunali di Alessandria e Asti per presentare un documento condiviso al Ministero dei Trasporti, alle Regioni Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna, all’Agenzia per la Mobilità Piemontese e a Trenitalia. Lo hanno chiesto in una mozione i consiglieri di Pd, Lista Rossa e Moderati per uscire dall’isolamento ferroviario.

Visto il perdurare di un servizio solo essenziale fornito da Regione Lombardia Alessandria -Milano Centrale – Alessandria” si legge nella mozione dell’assenza di servizi diretti adeguati per Roma e dell’assenza di collegamenti di Alessandria e Asti per la Via Emilia. (…)  Verificato che il nuovo orario ferroviario di Trenitalia prevede la cancellazione della relazione Frecciabianca Torino – Lecce che prevedeva sul territorio piemontese come stazioni intermedie Asti e Alessandria; Ritenuto opportuno coinvolgere gli enti e i cittadini interessati del territorio alessandrino e astigiano; Valutata la dimensione strategica dello sviluppo territoriale su Alessandria e Asti in ordine agli obiettivi di crescita turistica tracciati dalle ATL di riferimento.
Alessandria è un nodo 30 (i treni regionali dovrebbero arrivare poco prima del minuto 30 e partire poco dopo il minuto 30 e i regionali veloci incrociarsi intorno al minuto 30 in modo da poter garantire il massimo numero di relazioni possibile). Molte importanti relazioni che fanno capo ad Alessandria sono interamente gestite e finanziate da Regione Lombardia (Alessandria – Milano C. le, Alessandria – Mortara – Milano Porta Genova, Alessandria – Pavia) e una cogestita e cofinanziata (Alessandria – Mortara – Novara).  Solo la linea per Pavia via Valenza rispetta il nodo Alessandria (arriva al minuto 20 e riparte al minuto 40). Questa linea con il cambio orario del 9/12/2018 viene parzialmente autosostituita con uno scadimento del servizio particolarmente sul versante piemontese, non le relazioni RegioExpress su Milano Centrale che sono a cadenzamento biorario con una irregolarità e, per esempio nelle ore alternate all’altro cadenzamento biorario Alessandria – Acqui Terme – Savona perdendo una importante opportunità di relazione Milano – Monferrato.
Alcune modeste modifiche al sistema regionale sarebbero utili al fine di avere una connessione di tipo RV fra Alessandria e l’Emilia, le possibilità a costi marginali sono diminuite perché con il cambio orario del 10 dicembre anche il sistema emiliano subirà modifiche e queste modifiche non tengono minimamente conto delle possibili connessioni con il sistema piemontese. Il sistema emiliano si sta integrando infatti con quello lombardo, che seppure in fase di contrazione mantiene un’attenzione ai servizi interregionali assolutamente irrilevante nella programmazione piemontese.
Sono altresì presenti le cinque coppie di intercity Bari – Bologna C.le che parzialmente possono essere portate a Torino P.N. come servizio universale.  Le fonti di finanziamento sono il servizio universale e un investimento minimo piemontese a livello di contributo delegando Emilia-Romagna a gestire i prolungamenti.
Il tema del collegamento con Roma ha come soluzione possibile ripristinare la linea Tirrenica per Roma prolungando su Alessandria e Torino Porta Nuova almeno due  coppie di Frecciabianca Genova – Roma Termini e in prima battuta attestare ad Alessandria il primo convoglio Frecciabianca che parte al mattino attualmente da Genova per Roma Termini e che ritorna nel secondo pomeriggio.

Nel frattempo anche il Movimento 5 Stelle di Alessandria, insieme a quello di Asti ha invocato un tavolo tra Regione Piemonte e Trenitalia.

La Regione Piemonte convochi subito Trenitalia per ripristinare i freccia bianca su Asti da e per Alessandria e Piacenza. Il basso Piemonte ha già pagato il taglio di 12 linee ferroviarie locali, ora con l’eliminazione di questo servizio migliaia di pendolari sono ancora più in difficoltà. Una situazione inaccettabile, diretta conseguenza di scelte sbagliate della politica. Chi ha amministrato la Regione, destra e sinistra, non si è mai preoccupato di far inserire i freccia bianca all’interno del contratto di servizio con il gestore. E così Trenitalia da anni continua a dettare le politiche sulla mobilità che dovrebbero invece spettare alla politica. E’ sempre più necessario inoltre uno studio regionale sulla mobilità dei piemontesi per riprogettare tutti i servizi ferroviari di tutto il territorio. Abbiamo preparato un ordine del giorno, a prima firma Paolo Mighetti, che impegna la Giunta ad attivarsi insieme alla Regione Emilia Romagna ed ai capoluoghi interessati ad aprire un tavolo di confronto con Trenitalia. Anche nell’ottica di valutare la possibilità di introdurre un regionale veloce di collegamento tra Asti, Alessandria, Tortona e Piacenza senza intasare il nodo di Milano evitando inutile dispendio di tempo e risorse ai viaggiatori“.