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PROVINCIA – “Un centrosinistra nuovo, con radici profonde ancorate al passato ma che guarda al futuro”. È stato presentato “Piazza Grande”, il comitato provinciale a sostegno di Nicola Zingaretti in occasione delle prossime primarie per la segreteria del Partito Democratico. Da domenica e fino al 23 gennaio nei 34 circoli della provincia i circa 2 mila iscritti al Partito si esprimeranno per la prima fase delle votazioni. Si comincia questo 13 di gennaio ad Alessandria, Bosco Marengo, Vignole Borbera e Frugarolo.

Dopo la presentazione delle sei mozioni i tesserati voteranno e, alla fine, i primi tre si sfideranno in occasione delle primarie aperte del 3 marzo, quando potranno votare anche i simpatizzanti.

Nicola Zingaretti incarna il senso di un processo rifondativo del Pd” ha sottolineato il vicesegretario provinciale Otello Marilliin questo momento sentiamo dire che prima vengono gli italiani, noi preferiamo sottolineare che prima vengono le persone. Chi attribuisce a Zingaretti la volontà di dar vita in futuro a una alleanza con i 5 Stelle non dice la verità. Anzi, lo scorso 4 marzo quando il Pd perse alle elezioni Zingaretti riuscì a vincere nella Regione Lazio. L’intenzione è, inoltre, svincolare la figura del segretario del partito dall’essere il candidato naturale alle elezioni. La sua idea di partito prevede il mettersi in discussione, senza perdere ognuno la propria identità, trovando un punto di equilibrio tra tutte le anime del partito, non certo per imporre una sola linea politica. Si punta a costruire una alleanza di centrosinistra larga, recuperando il rapporto coi corpi intermedi dello Stato”.

A sostenere Zingaretti in provincia ci sono il tesoriere regionale Daniele Borioli, il consigliere regionale Domenico Ravetti, i consiglieri comunali Rita Rossa, Paolo Berta, Giorgio Abonante, Enrico Mazzoni e il capogruppo in consiglio provinciale Corrado Tagliabue.

“Il partito non è il fine ma un mezzo per elaborare una alternativa di società” ha sottolineato Rita Rossa “Zingaretti sta portando avanti una proposta riconoscibile, che non butti via tutto quello che è stato fatto. Una azione riformista che recuperi il dialogo con le parti sociali, che riporti al centro il lavoro e che, nei rapporti con Bruxelles, promuova una idea di Europa dei popoli, non del rigorismo o delle banche. Dobbiamo tirare un riga e ripartire, come sempre si deve fare dopo le sconfitte. L’analisi sulle ultime elezioni politiche è stata tardiva”.

Arriviamo al congresso in ritardo rispetto alla sconfitta elettorale dello scorso marzo” ha sottolineato anche Daniele Borioli “e questo ritardo non ci ha certo giovato. Rispetto agli altri candidati Zingaretti è stato uno dei primi a invocare un dibattito interno. Bisogna cambiare strada, ripartendo dalle persone in difficoltà e senza fare abiure sul passato. Abbiamo fatto delle buone riforme, ma serve ripensare un nuovo rapporto col popolo. Il Pd deve costruire il riformismo attraverso il confronto con la gente, prima invece siamo stati auto referenziali. Abbiamo disperso l’ottimo risultato delle ultime elezioni europee del 2015. Una ossessione di autosufficienza che ci ha isolato. Ora con Zingaretti si apre una pagina nuova. È un capo di partito pronto a mettersi al servizio della comunità”.

Si lavora per il bene comune” ha concordato Corrado Tagliabuebasta risse o atteggiamenti non costruttivi, occorre senso di responsabilità”.