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PROVINCIA – “Costruire l’alternativa ai nazional populisti, ora al governo”. Questo l’obiettivo di #SempreAvanti, il comitato Pd a sostegno di Roberto Giachetti e Anna Ascani. È infatti partita la corsa per le prossime elezioni primarie del 3 marzo e da questa domenica gli iscritti si esprimeranno sulle sei mozioni in lizza. Si comincia da Alessandria, Bosco Marengo, Vignole Borbera e Frugarolo, per poi continuare negli altri circoli fino al 23 gennaio, per stabilire I tre più votati e destinati a sfidarsi a inizio marzo.

In provincia, a sostegno di Giachetti-Ascani, ci sono l’ex vice ministro all’Economia Enrico Morando, il segretario provinciale Fabio Scarsi, il segretario alessandrino Rapisardo Antinucci, Paolo Filippi, segretario Pd Casale, oltre a Daniele Coloris, Mauro Milano, Antonello Santoro, Graziano Moro, Francesco Andronico, Laura Tardito e Marina Levo.

“Sia la Lega che il Movimento 5 Stelle sono pericolosi per la democrazia liberale e rappresentativa” ha sottolineato Enrico Morando “per questo vogliamo fugare ogni dubbio sul fatto che non faremo mai alleanze con loro, nemmeno coi 5 Stelle come invece una parte del nostro partito ha ipotizzato nel post elezioni. Noi non vogliamo essere ambigui: Martina, invece, ha avuto quantomeno qualche incertezza su questo punto e anche Zingaretti ha più volte affermato che, non ora ma nel futuro, potrebbe essere anche essere ipotizzabile una intesa coi 5 Stelle, in forza del fatto che una parte dei votanti del Partito Democratico sia confluita proprio nel Movimento pentastellato. Ma su questo noi non siamo d’accordo: il Pd deve essere alternativo ai nazional populisti, sempre”.

A differenziare la mozione Giachetti-Ascani da quella Zingaretti c’è anche un altro importante punto: “Noi vogliamo mantenere la regola che il segretario del Pd resta anche il candidato premier. Pd deve restare un asse centrale dell’alternativa”.

“Rivendichiamo quanto abbiamo fatto nelle passate legislatureha aggiunto Morando “non ci dobbiamo vergognare, anzi. Oggi l’Italia sta arrancando dal punto di vista dell’innovazione. Noi siamo la cosiddetta mozione del Sì, favorevoli cioè alle grandi opere, a partire dal Tav. Non abbiamo perso per il carattere e la personalità di Renzi. Purtroppo in Europa tutti I partiti riformisti sono in crisi. Certo, ci sono stati degli errori, come ad esempio non aver introdotto prima il reddito di inclusione, è stato fatto in ritardo”.