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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Scatta da questo lunedì 6 maggio la mobilitazione del sindacato Nursing Up contro il demansionamento e l’utilizzo improprio degli infermieri e del personale sanitario. In Piemonte la mobilitazione culminerà con una manifestazione in piazza Castello, a Torino, venerdì 10 maggio.

Una delegazione del Nursing Up consegnerà un documento alla Presidenza della Regione per formalizzare lo stato di mobilitazione in tutte le aziende sanitarie del Piemonte e spiegate le ragioni della protesta. Il documento verrà formalizzato anche all’Ordine Professionale di competenza territoriale, per ogni necessaria iniziativa a tutela della salute collettiva e a garanzia dell’esercizio professionale degli operatori interessati.

Lo stato di mobilitazione, ha anticipato il sindacato, proseguirà fino a che non verranno messe in atto azioni concrete per risolvere il problema della carenza di organico, che rischia di aggravarsi ancora con i pensionamenti con Quota 100.

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Solo in Piemonte – ha spiegato Nursing Up – i pensionamenti potranno portare un vero e proprio esodo di quasi 1260 infermieri, tra coloro che hanno raggiunto la normale età pensionabile e coloro che potranno sfruttare “Quota 100” (sono circa 700 su base regionale). Un fatto che non può essere ignorato e va affrontato con un’azione immediata per pianificare le assunzioni. Ciò prima che l’emergenza si trasformi in una vera catastrofe”.

Per il nostro sindacato degli infermieri è giunta l’ora di serrare i ranghi della categoria – ha aggiunto Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing UpSopportiamo da troppo tempo condizioni di lavoro inaccettabili, a fronte di un’evoluzione della figura dal punto di vista della responsabilità professionale e dell’inquadramento ordinistico (l’albo nazionale oggi conta 450mila unità, di cui 270mila in forze alla Pubblica amministrazione) che è priva dei relativi riconoscimenti al livello di valorizzazione. Ciò crea una situazione di sfruttamento pericoloso da parte delle Aziende.

Vogliamo, dunque, lottare tutti insieme, uniti e solidali, contro il demansionamento degli infermieri per esercitare la professione senza doverla sacrificare a logiche di risparmio che danneggiano l’assistenza ai cittadini.

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È necessario un grado maggiore di consapevolezza da parte di ognuno su questa basilare questione. Non è più pensabile sminuire la funzione degli infermieri, ce lo chiede in primis la gente, che attende mesi in lista d’attesa per accedere ad una visita specialistica. Occorre, oggi, senza attendere oltre, un cambiamento culturale per aiutare gli infermieri a fermare le pericolose ricadute che tale fenomeno comporta da un punto di vista qualitativo”.

 

“Con la campagna nazionale #noaldemansionamento,  gli infermieri “intendono richiamare le Aziende sanitarie alle loro responsabilità, informare i professionisti sulla problematica e affrontarla insieme, anche acquisendo dai colleghi le denunce di ciò che accade. E le denunce verranno tramutate in ricorsi”.Il nostro non sarà solo un momento di protesta, ma coinvolgeremo i cittadini, proponendo attività gratuite come la misurazione della pressione, e infopoint, che vedranno gli infermieri espletare alcune procedure di esclusiva competenza professionale infermieristica.