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PIEMONTE – Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha definito l’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi invernali del 2026 “una bellissima notizia per l’Italia. Desidero complimentarmi con le istituzioni e tutti coloro che hanno lavorato per questo importante risultato, a cominciare dal sottosegretario Giorgetti, i sindaci Sala e Ghedina e i presidenti di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia, il presidente del Coni Malagò, e naturalmente ringraziare il Cio e il suo presidente Bach per aver scelto il nostro Paese”.

“Il Piemonte – prosegue il presidente Cirio – è pronto fin da subito a mettersi a disposizione con i propri impianti per contribuire alla realizzazione del più grande evento che un territorio possa ospitare. Torino e le sue montagne custodiscono un patrimonio di infrastrutture sportive che vale più di mezzo miliardo di euro”.

“Un’eredità olimpica che, insieme all’esperienza maturata, siamo felici di poter mettere immediatamente a disposizione di Lombardia e Veneto. Credo che collaborare sia un’opportunità importante non solo nell’ottica della sostenibilità economica di una manifestazione che richiede impianti estremamente costosi, ma anche come esempio di valorizzazione e riuso di quelli che esistono già sulle vette alpine. Impianti di alto livello nati nel 2006 per accogliere quei Giochi che adesso, a distanza di 20 anni, il nostro Paese tornerà a ospitare. Già domattina invieremo il nostro dossier. Siamo pronti fin da subito a dare il nostro contributo e a lavorare in squadra”.

Nella giunta Cirio, però, l’assessore regionale alla Roberto Rosso ha espresso il rammarico per la mancata candidatura di Torino: “Le Olimpiadi a Milano-Cortina costeranno immensamente di più di quanto non si sarebbe speso a Torino, che ha già tutte le strutture pronte (e pagate) per ospitare i Giochi invernali” ha detto Rosso “Per Torino è un grande rammarico aver perso quest’occasione di rilancio: una sconfitta che ha nomi e cognomi, in primo luogo il Coni, poi il Governo, ma anche il Comune di Torino. Per i 5 stelle che tra Roma e Torino si sono opposti a ripetere i Giochi torinesi, un doppio smacco: si spenderanno più soldi pubblici, ma non in una città amministrata da loro, senza contare che Milano ha già avuto tantissimo dall’Expo ed è una città lanciatissima, mentre Torino avrebbe un gran bisogno di ripartire. Si è scelto di far piovere sul bagnato, insomma”.

Certamente Malagò ha fatto di tutto per portarci via i Giochi ha attaccato ancora Rosso “ma il fatto che Appendino abbia prontamente tolto Torino anche dalla possibile terna, quando le si proponeva un ‘assegnazione condivisa, ha peggiorato la situazione. Ora vedo che il sindaco è disposto ad offrire le strutture, ma allora mi chiedo perché rifiutare i Giochi in condominio, se poi daremo i nostri spazi senza nemmeno un minimo ritorno d’immagine? Pensare che il Cio, in un primo momento, le aveva offerte proprio a Torino, ma anche allora dal Consiglio comunale erano arrivati i ‘niet’ a 5 stelle che avevano fatto aguzzare l’ingegno a Milano e che alla fine, costeranno molto di più alla collettività”.