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ALESSANDRIA – Insieme per un obiettivo ambizioso: ospitare a maggio 2021 l’Adunata Nazionale degli Alpini. In occasione del sopralluogo della Commissione Nazionale delle penne nere, l’amministrazione di Alessandria ha accolto la delegazione a Palazzo Rosso, insieme a sindaci dei centri zona del territorio, un segnale significativo della massima unità di intenti istituzionale, alla presenza anche del vice prefetto Paolo Ponta e dell’assessore regionale Vittoria Poggio. 

A settembre la relazione sul sopralluogo di questo mercoledì sarà consegnata e vagliata dal Consiglio Nazionale. Solo il 9 novembre, però, si saprà se Alessandria è o no riuscita a battere la concorrenza di Brescia, Udine e Matera.

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Tra le varie tappe previste nel sopralluogo di mercoledì non poteva ovviamente mancare la Cittadella, possibile sede del “campo base” degli alpini, su tutti e tre i fronti previsti: comparto militare, il servizio di protezione civile e di ospedale. A settembre la relazione su Alessandria sarà consegnata: il verdetto sarà decretato il 9 novembre. Alessandria dovrà battere la concorrenza di Brescia, Udine e Matera.

Dal punto di vista e della capacità di accoglienza Alessandria ha tutte le caratteristiche per poter ospitare gli Alpini ha sottolineato il Generale Renato Genovese, consigliere nazionale Ana “occorre però verificare la coesione di tutti gli enti coinvolti, un fattore indispensabile. E da questo punto di vista qui abbiamo riscontrato proprio questo. È importante per noi poter trovare un forte sistema di accoglienza, a tutti i livelli: trasporti, sicurezza, sanità. E poi c’è un secondo fattore: che i prezzi siano contenuti, non stiamo parlando di un raduno elitario ma di massa, con gente che fa sacrifici economici per partecipare, proveniente da tutte le parti d’Italia e non solo”.

Sul fronte accoglienza, tra l’altro, Federalberghi ha già sottoscritto un accordo quadro per il blocco dei prezzi.

Tra le carte vincenti che Alessandria potrà calare c’è il bicentenario dell’esposizione del Tricolore, avvenuta per la prima volta in Cittadella nel marzo del 1821.La nostra bandiera racchiude valori e ideali che vogliamo sempre trasmettere” ha detto Bruno Dalchecco, presidente della Sezione Alessandria che, un anno e mezzo fa, ha avviato l’iter per poter ospitare il raduno.

Il sopralluogo del Comitato Nazionale, foto della Sezione Alessandrina degli Alpini

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Si tratta di una tappa strategica per tutta la provincia” le parole di un emozionato sindaco di Alessandria Cuttica di Revigliascola prossima adunata degli Alpini è un elemento che unisce tutto il territorio. Ringrazio tutti i sindaci o i vice dei Comuni centri zona che hanno deciso di essere presenti. Un grazie alla Sezione Alpini di Alessandria che ha segnalato il nome della nostra città”.

Siamo consapevoli delle difficoltà e degli sforzi che potremo affrontare ma lavoreremo tutti insieme per questa unica finalità” le parole dell’assessore alle Manifestazioni e Eventi Cherima Fteita.

“Abbiamo creato perfino un gruppo whatsapp intitolato Sindaci Insieme per gli Alpini” ha raccontato il primo cittadino di Valenza Gianluca Barberoper il nostro territorio è una vera sfida: dimostrare di essere in grado di rappresentare al meglio i valori degli alpini. Mi riferisco alla solidarietà reciproca, al fatto di sentirsi tutti parte di una famiglia, al pragmatismo, la capacità di fare le cose concrete senza lasciar solo nessuno. Noi come Valenza abbiamo già approvato un ordine del giorno per stanziare un euro ad abitante”.

Presenti a Palazzo Rosso anche gli altri primi cittadini: Gian Paolo Cabella di Novi, Lorenzo Lucchini di Acqui, Paolo Lantero di Ovada, e i vice sindaci di Casale, Emanuele Capra e di Tortona, Fabio Morreale. 

Già la scorsa settimana Alessandria aveva incassato il pieno sostegno della Regione, rappresentata mercoledì dall’assessore Vittoria Poggio: “Importante veicolare il messaggio di un territorio coeso. Sarà una grande opportunità di visibilità che porterà ricadute in termini economici. Insomma, una grande opportunità. Io credo nel lavoro sinergico del territorio”.

“Lavoravo ad Asti quando nel 2016 ospitò l’Adunata” la testimonianza del vice prefetto Paolo Pontaovviamente si tratta di un evento impegnativo ma capace di infondere grande soddisfazione. Sarebbe bellissimo. Un evento che non coinvolge solo una città ma l’intera provincia, e non solo. Insomma, lo Stato c’è”.

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