Cgil, Cisl e Uil: “parliamo di Salute, non solo di Sanità”

Cgil, Cisl e Uil della provincia vogliono giocare un ruolo nella partita per la riforma della Sanità in Piemonte. Le tre sigle lo hanno rimarcato venerdì mattina al Teatro Parvum di Alessandria durante il convegno “Salute bene primario”. I sindacati, a livello confederale, hanno presentato “uno stralcio di piattaforma“, parte di una elaborazione più ampia per la contrattazione sociale sul territorio, partendo dalla convinzione che “un buon welfare sia motore si sviluppo e occupazione“.

In una provincia dove il 25% della popolazione è ultra 65enne, hanno sottolineato, Cgil, Cisl e Uil hanno esteso il concetto di sanità al più ampio tema della salute dei cittadini. Secondo le parti sociali spendendo “meglio” le risorse a disposizione, agendo ad esempio sul sistema della prescrizione e utilizzo dei farmaci, sull’acquisto di beni e servizi ed evitando penalità dalla Comunità Europea, sarebbe possibile ridisegnare gli indirizzi socio-sanitari e favorire la permanenza a casa dei malati, specialmente anziani.

Favorevoli all’idea di circoscrivere il ruolo dell’ospedale alla sola fase acuta della malattia, i sindacati hanno evidenziato la necessità di organizzare una “opportuna” risposta di assistenza post acuzie a domicilio o in una struttura idonea , per garantire una “reale continuità assistenziale”. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Cgil, Cisl e Uil è però indispensabile integrare maggiormente le prestazioni sanitarie e assistenziali, ottimizzando funzioni e responsabilità dei medici di base e degli operatori socio-assistenziali. Tra le proposte dei sindacati anche la creazione di “case della salute” come quella di Castellazzo, “una delle prime costruite in Piemonte”, avvalendosi di strutture oggi sottoutilizzate, come alcune ex Ipab.

Inserita nella lista dei desideri la realizzazione del nuovo ospedale di Alessandria “se non ora, appena possibile”, Cgil, Cisl e Uil hanno quindi rivendicato il loro ruolo di rappresentanza, invocando il consolidamento dei protocolli sulle relazioni sindacali “perché siamo convinti – hanno concluso Cgil, Cisl e Uil – che un rapporto negoziale, che non esclude il conflitto ma mira all’intesa, sia indispensabile per migliorare le condizioni della popolazioni“.

Proprio sulla base di questa convinzione le tre sigle hanno invitato al convegno anche il consigliere regionale del Pd e presidente della Commissione Sanità in Regione, Domenico Ravetti. In Piemonte, ha spiegato a Radio Gold News oggi c’è una sola parola d’ordine: “cambiare”. “Dobbiamo partire da una analisi reale: la sanità come è stata gestita in tutti questi anni non può più avere futuro” ha sottolineato Ravetti. Il piano di riordino della rete ospedaliera presentato dall’assessore regionale Saitta, secondo il consigliere del Pd , punterebbe proprio a una “imprescindibile razionalizzazione dei costi, senza abbassare la qualità dei servizi”. “E‘ una sfida decisiva per il Piemonte perché se il centro-sinistra non raggiunge questo obiettivo lo farà un commissario“. Il piano dell’assessore Saitta, però, ha già generato una levata di scudi a Tortona ed Acqui Terme. Nella città termale “un inorridito” sindaco Enrico Bertero ha già annunciato “una strenua battaglia” alla notizia di una possibile soppressione di Cardiologia e un declassamento da Dea a Pronto Soccorso dell’Ospedale di Acqui. Anche dal tortonese si è alzata la voce del primo cittadino Gianluca Bardone e dell’ex sindaco, oggi consigliere regionale di Forza Italia, Massimo Berutti, pronti a difendere il nosocomio da un ulteriore “smantellamento” dopo la razionalizzazione con l’ospedale di Novi. La proposta di riordino dell’assessore Saitta, ha replicato a Radio Gold News il consigliere Regionale del Pd, Domenico Ravetti, nascerebbe però “da un insieme di scelte anche sbagliate, compiute anche sul nostro territorio”. “Oggi, al di là della buona fede di molti e della coerenza della maggior parte di chi protesta, non posso non notare in alcuni fili di ipocrisia. Quando alcune scelte sbagliate sono state compiute nel passato, quelle stesse persone che oggi protestano o erano i protagonisti oppure erano silenti. Questa proposta di riordino aggiunge qualità ed evita ridondanze altrove e quindi io mi chiedo cosa sia successo più di un anno fa a Tortona quando hanno deciso di trasferire il punto nascite a Novi, oppure cosa è successo quando sei mesi fa hanno deciso di trasferire il punto nascite di Acqui. Io non visto tende davanti agli ospedali”.