renzi
adv-344

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Il terremoto in casa Partito Democratico, con la scissione di Matteo Renzi, si è ovviamente percepito anche in provincia di Alessandria. Per il momento però, ancora nessun esponente politico del territorio ha esplicitamente espresso la propria adesione a Italia Viva, la nuova realtà fondata dall’ex premier e segretario.

Ai microfoni di Radio Gold il segretario provinciale Fabio Scarsi, sostenitore del renziano Giachetti all’ultimo congresso, ha sottolineato la volontà di lavorare all’unità del Pd, nella speranza che il partito di Zingaretti non diventi nel prossimo futuro un soggetto solo di sinistra.

“Per il momento il nuovo soggetto è ancora una realtà molto vaga” ha sottolineato Scarsi “in molti, anche in provincia, sono alla finestra. Io sono tra quelli. Un altro importante elemento per poter decidere sarà l’evoluzione che avrà il Pd nelle prossime settimane. Se diventa una grande Leu si apre una voragine per il consenso di Renzi, se invece resta sulle posizioni del riformismo l’emorragia sarà limitata. Io sono tra quelle persone molto deluse. Credevo nel progetto originario del Pd che si fondava su due gambe: un soggetto caratterizzato dalla cultura egalitarista e, allo stesso tempo, da uno spirito riformatore per far recuperare l’efficienza al paese dal punto di vista della produttività. Se questo scenario si smonta, quel Pd non ci sarebbe più. Zingaretti, per ora, non ha fatto alcun passo verso questa ipotesi ma, a mio avviso, un potenziale effetto indotto dalla scissione di Renzi potrebbe proprio essere questo: che il Pd possa diventare un partito solo di sinistra e non più di centro sinistra. Sarebbe un salto indietro di decenni, si tornerebbe ai piccoli partiti della Prima Repubblica. Insomma, siamo un po’ confusi, c’è un po’ di spaesamento”. 

adv-498

Più netto il segretario cittadino di Alessandria, Rapisardo Antinucci, sostenitore di Renzi ma contrario alla creazione di un partito personale.

“Resto nel Pd” ha sottolineato Antinucci ai nostri microfoni “in questi giorni ci siamo confrontati e la gran parte di chi, come me, ha sostenuto Renzi considera sbagliata questa scelta, avrebbe fatto meglio a portare avanti le sue idee restando nel Pd. La sua uscita porta a un inevitabile indebolimento. Italia Viva assomiglia molto a un partito personale, non mi convince, è inconcepibile per chi come me si è formato in un partito, dove si può anche rimanere in minoranza, ma non andare via. Proprio ad Alessandria, nell’ultimo congresso, la mozione Giachetti-Ascani fu molto votata e raggiunse addirittura il 51% ma, da quello che ho potuto percepire, ad Alessandria a parte alcuni militanti che già negli ultimi tempi non avevano confermato l’iscrizione al Pd e avevano fondato il comitato civico a favore di Renzi, non ci saranno uscite eccellenti”.  

Da monitorare, infine, le decisioni di altri politici “renziani” del territorio: dalla casalese Cristina Bargero, all’ovadese Laura Tardito, fino alla tortonese Marcella Graziano.

adv-428