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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Una assenza voluta per protestare contro una nomina attesa da tre mesi. I sindaci del Partito Democratico della provincia hanno deciso di non partecipare all’assemblea dei primi cittadini dell’Asl, in programma mercoledì per scegliere il nuovo presidente. Il Partito Democratico ha infatti criticato Regione Piemonte per non aver ancora nominato il nuovo direttore generale dell’Asl, una figura vacante dallo scorso maggio.

Lo hanno annunciato lunedì i sindaci dei due centri zona Valenza e Ovada, Gianluca Barbero e Paolo Lantero, insieme ai colleghi di Bosco Marengo, San Salvatore, Pecetto, Pozzolo, Vignole e Frugarolo, facendo appello agli altri colleghi anche di alti partiti a seguirli.

“Il nostro è un gesto eclatante per far emergere la necessità immediata di politiche di gestione” ha sottolineato il sindaco di Valenza Gianluca BarberoPer ora siamo appesi al nulla. Attendiamo con preoccupazione la scelta della Regione, confidiamo che arrivi almeno un commissario per sgravare il compito dei direttori Costanzo e Vercellino, rispettivamente direttore sanitario e amministrativo dell’Asl del territorio, che finora hanno fatto un lavoro apprezzabile. Ma serve più attenzione della Regione per un’Asl che è la seconda in Piemonte”.

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L’assenza di un direttore generale, secondo il capogruppo Pd in regione, Domenico Ravetti, presidente della Commissione Sanità durante la giunta Chiamparino, comporta importanti conseguenze: “In provincia è tutto fermo da tre mesi, quando invece è arrivato il tempo della programmazione, dopo che abbiamo superato la fase della difficoltà. Dobbiamo tornare protagonisti. Occorre una programmazione certa. Oggi Asl ha difficoltà evidenti: secondo Ires il primo semestre del 2019 evidenzia un peggioramento rispetto a quello di un anno fa. Bisogna invertire la rotta. Diminuisce infatti la spesa farmaceutica e per il reperimento del personale. E poi c’è il problema della mobilità passiva, persone che dal Piemonte vanno a farsi curare altrove. Rispetto alla media regionale il nostro territorio ha un tasso di natalità inferiore e una presenza di ultra 65enni superiore. Manca l’integrazione tra una politica ospedaliera e le reti del territorio. Basta fare proclami. Serve subito un serio piano socio sanitario regionale”.

“Finora non siamo riusciti a dialogare con l’assessore regionale Icardi” ha detto il sindaco di Ovada Paolo Lantero “occorre la presenza di una figura che risponda alle esigenze del territorio”.

“Non si vuole dare al Piemonte una prospettiva seria” ha rincarato la dose il dottor Domenico Mercogliano, responsabile sanità PD Alessandria “il rischio è di buttare a mare tutto il lavoro fatto. La nostra Asl è una di quelle aziende che in Piemonte ha più ospedali. La proposta del consigliere Ravetti di unificare Asl e Asl sarebbe stata auspicabile. Ora la provincia di Alessandria viene invece marginalizzata. Mancano medici, anestesisti, ostetriche e ginecologi. Serve un dialogo tra gli ospedali di periferia e quello di Alessandria. Dovremmo intavolare un dialogo con Novara per bloccare la mobilità passiva verso la Lombardia”.

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“A Novi l’assessore Icardi aveva promesso di risolvere il problema dell’Ortopedia” ha aggiunto l’ex sindaco novese Rocchino Muliere “oggi il reparto ha solo cinque posti letto ed è in grave difficoltà

Da Palazzo Lascaris, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi ha però replicato che entro la prima settimana di ottobre la situazione si sbloccherà.

“Se può sembrare che la rosa dei candidati alla direzione di Alessandria in estate abbia subito qualche appassimento logistico, posso assicurare che con l’inizio dell’autunno la situazione si è risolta” ha detto il membro della Giunta Cirio “Entro la prima settimana di ottobre, se non già a fine settembre, saremo in grado di comunicare la soluzione, che responsabilmente non poteva seguire un percorso approssimativo”.