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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Circa 63 milioni di investimenti per creare in provincia il grande retroporto di Genova, su un’area estesa per circa 500 mila metri quadrati. In occasione dell’ultima assemblea generale di Ance Alessandria, il responsabile dell’organismo incaricato dal Ministero dei Trasporti per mettere in rete la logistica in Italia, Nicola Bassi, ha raccontato il progetto con protagonista il nostro territorio. L’obiettivo è eliminare i tempi morti e permettere ai treni e ai camion di non spostarsi vuoti, lavorando in continuità per 20 ore complessive al giorno e evitando così di far intasare lo scalo portuale genovese, come oggi avviene. Questo sistema comporterebbe l’assunzione di 200 addetti, operai ad alta specializzazione.

Insomma, un sistema a due fasi: la raccolta delle merci dall’entroterra coi camion che scaricherebbero proprio in queste aree i container e la successiva distribuzione al porto, attraverso delle navette, alimentate da carburanti con criteri di ecocompatibilità stringenti, come ad esempio il gas naturale liquefatto.

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La stessa stazione di Alessandria, come ha recentemente rimarcato Maurizio Gentile, amministratore delegato della Rete Ferroviaria Italiana, è stata indicata come retroporto ideale del capoluogo ligure, da sviluppare con un investimento di 2 milioni di euro.

L’obiettivo è arrivare a un fatturato fino a 2 miliardi di euro riguardo il settore logistico e fino a 5 miliardi di fatturato per il sistema economico.

In base a quanto annunciato dal responsabile Uirnet, nel 2020 saranno definite nel dettaglio le tre aree del territorio che dovranno far parte di questo progetto. L’intenzione è sfruttare gli insediamenti già presenti. I lavori dovrebbero invece iniziare non prima del 2021.

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