rio lovassina
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ALESSANDRIA – In occasione dell’incontro coi sindaci del Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, il primo cittadino di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha sollevato un problema ormai ciclico che il sobborgo di Spinetta Marengo e non solo deve sempre affrontare, in caso di forti piogge: l’esondazione del rio Lovassina.

“Ci sono 7 mila alessandrini che vanno sempre a bagno” ha rimarcato Cuttica “giustamente dal loro punto di vista vengono da me per chiedere un intervento risolutivo ma non è un problema che un sindaco può risolvere. La competenza è regionale, visto che è un corso d’acqua che nasce e si sviluppa fuori dal Comune di Alessandria”.

Una questione presa in esame da quasi 20 anni e ancora rimasta insoluta: “Era il 2000 quando Comune e Provincia fecero un primo screening per valutare il da farsi. Nel 2003 ci fu un progetto di fattibilità” ha ricordato ancora Cuttica di Revigliasco “Siamo arrivati al 2018, affidando a spese nostre l’incarico per un progetto definitivo. Nel frattempo la gente continua ad andare a bagno”.

“Vediamo quello che si può fare ma si tratta di un problema strutturale, non certo emergenziale” ha sottolineato Angelo Borrellida parte nostra c’è la massima disponibilità ma non prendetevela con noi”. In caso di interventi di riduzione di rischio residuo, invece, sarebbe toccato alla Protezione Civile provvedere.

“Rischio residuo, rischio perenne…Non so, ma chi di dovere individui le risorseha rimarcato il sindaco. Il progetto dovrebbe essere finanziato dalla Regione tramite il Governo. Il tema era già stato affrontato nella Commissione consigliare di un mese fa: il costo degli interventi si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro.

“Non bisogna semplificare troppo le cose, se è da venti anni che nessuno è intervenuto i problemi ci sono ha sottolineato Marco Gabusi, assessore regionale alla Protezione Civile “la notizia positiva è che il Comune sta completando un progetto definitivo. Lo valuteremo insieme e cercheremo di capire la sua effettiva portata. Insieme troveremo gli strumenti per finanziarlo, a partire da quelli ministeriali. Basti pensare che solo poche settimane fa il Ministero dell’Ambiente ha stanziato 35 milioni di euro in Piemonte. Faremo un percorso trasparente e condiviso, che possa davvero arrivare a un risultato e che non produca solo chiacchiere”.

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