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ALESSANDRIA – “Basta parole, è arrivato il tempo delle scelte“. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Domenico Ravetti, ha sollecitato così l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, invocando la realizzazione di un piano sanitario piemontese. Dopo aver effettuato un sopralluogo all’ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria, insieme ai colleghi consiglieri Mauro Salizzoni e Domenico Rossi, l’esponente di minoranza ha invitato la Giunta Cirio ad accelerare i tempi per programmare la costruzione di un nuovo nosocomio alessandrino, una infrastruttura non più rimandabile.

“La struttura non ha futuro, è obsoleta” ha sottolineato RavettiDiciamo all’assessore Icardi che è finito il tempo della campagna elettorale, bisogna compiere delle scelte. Basta muoversi a spot, dicendo che non cambierà nulla e che chi c’era prima aveva sbagliato. Ora tocca al consiglio comunale scegliere il luogo. Tra l’altro un nuovo ospedale ad Alessandria sarebbe funzionale al rilancio anche di quelli periferici. Un nuovo ospedale nella nostra provincia è possibile solo con una rilettura complessiva dei bisogni di salute. E nella rilettura vanno ricostruite le nuove risposte a quei bisogni altrimenti anche la relazione con l’Università e la ricerca scientifica rischierebbero di essere depotenziate”.

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“Se ne parla da più di 20 anni” le parole di Rita Rossa, consigliere comunale Pd “legata al nuovo ospedale c’è anche la questione del secondo ponte sulla Bormida. Noi avevamo già consegnato un progetto in merito. Perchè non viene destinata una parte dei finanziamenti del Salva Alessandria al ponte e al progetto sul Rio Lovassina”?

“Oggi la medicina va velocissima e richiede altri spazi” ha detto Mauro Salizzoni “l’ospedale di Alessandria è ristretto dal punto di vista medico-scientifico moderno. Le sue origini risalgono al 1790. Nella nostra Regione c’è una vera e propria emergenza, non possiamo più andare avanti con strutture sanitarie vecchie, spesso fatiscenti, talvolta pericolose. L’altra priorità deve essere la medicina di territorio. Bisogna dar vita a Case della Salute, che siano davvero tali: non ex ospedali trasformati in poliambulatori, ma strutture sanitarie aperte 24 ore su 24, sette giorni su sette, in grado di garantire servizi diagnostici di base e di coordinare l’assistenza domiciliare. Le Case della Salute devono costituire la risposta più appropriata alle cronicità e ai bisogni delle persone anziane. Ma perché ciò avvenga, è fondamentale il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale”.

“Non sappiamo quale sia la visione di questa giunta” le parole di Domenico Rossiil consiglio regionale viene visto come un orpello, un fastidio, è inaccettabile che l’assessore non entri nel merito. Per questo abbiamo chiesto un consiglio regionale aperto, dove dovrà per forze venire a parlare in aula. Ricordo che la Giunta Chiamparino aveva lasciato un piano da 1.5 miliardi di euro, il più grande degli ultimi anni per tutta la regione. Il debito è diminuito ma resta sempre alto. Per questo Palazzo Lascaris non può accendere mutui. A questo proposito penso che una soluzione sarebbe quella del partenariato pubblico/privato”. Una alternativa potrebbe anche essere quella di una sinergia con Inail, intenzionato a investire sul proprio patrimonio. “Alessandria – prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità a Palazzo Lascaris – è un centro fondamentale per il sud del Piemonte e un ospedale di qualità può contribuire, insieme alla Città della salute della Scienza di Torino e alla Città della salute di Novara, a contenere la mobilità passiva che ci costa svariati milioni di euro all’anno: 221 solo nel 2018 quelli versati alla Lombardia”.

Dal Pd, con l’ex sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere è arrivata anche l’apertura sull’ingresso di privati per la gestione di ortopedia: “Ma solo se si tratta di una soluzione temporanea” ha precisato l’attuale consigliere di opposizione. “Il servizio deve restare pubblico, altrimenti faremo le barricate” ha tuonato il segretario Pd di Novi Otello Marilli.