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ALESSANDRIA – “Carmine Passalacqua è un consigliere comunale, non un assessore della giunta. Ogni azione nei suoi confronti è appannaggio del consiglio, non del sindaco”. Mercoledì sera il sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco aveva risposto così a Radio Gold in merito alla richiesta della minoranza sulle dimissioni dell’esponente di Forza Italia da presidente di Commissione Cultura, dopo le sue dichiarazioni sull’Hospice il Gelso.

Per questo la nostra redazione ha chiesto un parere sulla vicenda ad Emanuele Locci, colui che siede sullo scranno più alto dell’aula di Palazzo Rosso.

“Come presidente del Consiglio Comunale non giudico l’opinione dei consiglieri comunali ma” ha detto Emanuele Locci a Radio Gold “garantisco loro la possibilità di esprimerla, per quanto possa risultare raccapricciante o lontana dalla sensibilità del resto del mondo. La mia non è una funzione di giudice, io sono un arbitro”.

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D- Passalacqua dovrebbe dimettersi da presidente della Commissione Cultura?

“In quell’occasione Passalacqua ha parlato come esponente di Forza Italia all’interno della Commissione Affari Istituzionali. Chiedere le dimissioni di una persona che svolge un ruolo istituzionale presuppone che questi abbia sbagliato nello svolgimento del suo ruolo. In quel caso lui era un esponente di Forza Italia nella Commissione che non presiedeva, la questione è politica e ci sta il dibattito politico. Non è corretto dire che si deve dimettere da una carica istituzionale che non c’entra nulla col ruolo politico che aveva quando ha pronunciato quelle frasi. Poi si può contestare ferocemente quella opinione perché la si considera abbietta ma questo non mette in discussione il ruolo istituzionale, lui l’ha espressa quando faceva il rappresentante del suo partito”.

D- Il suo sembra un tecnicismo per mandare la palla in tribuna e non prendere posizione nel merito.

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“Non è vero. A volte mi hanno contestato sul fatto che, come presidente del Consiglio, io non devo esprimere posizioni politiche ma essere un arbitro. Io, infatti, quando intervengo come rappresentante di “Alessandria Migliore” scendo dallo scranno di presidente. Chiedere a me un giudizio o addirittura una operazione censoria va in contrasto con la mia funzione, che è garantire che i consiglieri possano esprimere la propria opinione”.

D- Invece, da Emanuele Locci e non da presidente del Consiglio, qual è il suo parere sulla vicenda?

“Sentire quell’audio mi ha disturbato, sono uno strenuo difensore della vita, dal concepimento agli ultimi istanti. L’importanza del ruolo che l’Hospice Il Gelso svolge è incredibile, la sua funzione per la nostra comunità è molto importante perché sono importanti tutti gli istanti della vita di una persona. Ripeto, le parole di Passalacqua sono state disturbanti per la mia sensibilità. Dal punto di vista politico, poi, ognuno è libero di fare beneficenza a chi vuole. Certo, i modi utilizzati da Passalacqua per esprimere questo concetto sono stati sbagliati ma questo, ripeto, esula dal piano istituzionale”.

D – Quindi un consigliere comunale può dire quello che vuole, anche sbagliando i modi come Passalacqua ha fatto?

“Il 90% di quello che sento dire in aula non lo condivido ma non lo censurerei”.

D – Quello che ha detto Passalacqua non è una opinione politica ma una uscita molto infelice. 

“Possono non piacere il contenuto e i modi ma questo non mi può obbligare, come presidente comunale, a fare una azione censoria. Ripeto, sono un arbitro, non un giudice. Passalacqua non ha detto nulla contro la legge, contro lo statuto o contro i regolamenti. A quel punto sarei dovuto intervenire. In quel caso, inoltre, l’arbitro era il presidente della Commissione (il consigliere di Forza Italia Angela Maria Poggio, ndr): se qualcosa fosse andata fuori dalle righe o ci fosse stato qualcosa di particolarmente grave toccava a lei moderare il dibattito e, eventualmente, segnalarmelo. Ribadisco: la mia opinione nel merito è chiara. Sono molto attaccato all’Hospice Il Gelso ma, come presidente del Consiglio, non posso farmi trascinare dalle opinioni personali. Devo garantire a tutti i consiglieri di dire quello che pensano, basta che non sia in contrasto con le norme”.

D – Vale anche per una frase che ha turbato e ferito tanti alessandrini? Al di la del fatto che non fosse giuridicamente sbagliata?

“Fare il presidente del Consiglio Comunale non è un mestiere facile. E poi non ho mai ricevuto lamentele su come Passalacqua ha finora esercitato il ruolo di presidente di Commissione Cultura. Anzi, mi sembra una delle commissioni più attive, ha sempre tenuto ruolo equilibrato. Diverso è quando non lo esercita ed esprime posizioni politiche. Sappiamo che spesso è stato coinvolto nelle polemiche ma, ripeto, sono sue opinioni politiche”.

D – A lei non dà fastidio presiedere un Consiglio Comunale con all’interno un membro che esprime queste opinioni?

“Per me tutti i consiglieri possono esprimere le opinioni che ritengono opportune. Per me è sacra la libertà, una libertà che va oltre l’impostazione un po’ censoria che oggi il mondo sta assumendo. Tutte le opinioni, anche le più riprovevoli possono essere espresse liberamente. Questo è quello che credo”.