PIEMONTE – L’Emilia Romagna resta al centrosinistra, mentre la Calabria passa al centrodestra. Questo in sintesi il risultato delle Elezioni regionali andate in scena nella giornata di domenica 26 gennaio. Ma soprattutto sottolinea come la Lega sia cresciuta in Emilia, seppur senza sfondare come sperava Salvini, mentre in Calabria si attesta tra gli elementi trainanti per il centrodestra insieme a Forza Italia. Regge il Pd non il M5s che vede crollare i suoi consensi. Abbiamo chiesto a tre alessandrini come Ravetti (Pd), Molinari (Lega) e Matrisciano (M5s) di commentare i dati emersi in questa tornata elettorale.

Il risultato in Emilia ci dice che la Lega è battibile“, ha spiegato Domeico Ravetti, consigliere regionale del Pd. “Il nazionalismo e la campagna elettorale basata sul discredito altrui possono essere sconfitte. Ma soprattutto che un certo modo di fare comunicazione e certi tipi di linguaggio hanno stancato“, ha aggiunto. Sottolineando anche come “sia fondamentale avere un programma serio che punti sul protagonismo dei giovani, che guardi all’ambiente e a un patto civico. Ma anche un leader che parli ai cittadini e possa essere riconosciuto e riconoscibile per i cittadini. Secondo Ravetti il crollo del Movimento 5 stelle, “che in Emilia Romagna non raggiungerà nemmeno il 10% , non inciderà sulla stabilità di Governo. Perché le Elezioni regionali non possono essere paragonate a quelle Politiche“.

Ha parlato invece di “risultato straordinario della LegaRiccardo Molinari. Il presidente del gruppo del Carroccio alla Camera dei deputati ha fatto inoltre i suoi complimenti a “Bonaccini per la sua vittoria. Si vede che i cittadini ne hanno apprezzato quanto fatto in questi anni. D’altro canto noi possiamo essere soddisfatti dato che per la prima volta l’Emilia Romagna è stata contendibile a forze di sinistra“. Felicità anche per i “risultati in Calabria dove la Lega è stata determinante per la volata del centrodestra ottenendo preferenze quasi in misura uguale a quelle di Forza Italia“. Dopo queste elezioni il dato da sottolineare per Molinari è “il ritorno al bipolarismo. Molto probabilmente la demagogia del Movimento 5 stelle non fa più presa” e questo potrebbe cambiare “gli equilibri del Governo centrale. Se il M5s dopo le elezioni del 2018 è stato il primo azionista della maggioranza, dopo le Regionali deve fare conto con un Pd che si è scoperto forza egemone all’interno del Conte Bis“.

Il crollo del Movimento 5 stelle in Calabria ma soprattutto in Emilia Romagna è stato invece commentato dal senatore Susy Matrisciano: “Noi eravamo consapevoli che non avremmo vinto ma era nostro compito offrire ai cittadini una terza via rispetto ai partiti tradizionali. Certo, il Movimento non ha fatto bene e noi non siamo soddisfatti, tuttavia non siamo ancora morti“. Anzi, il membro del Senato della Repubblica Italiana ha spiegato come “in questo anno e mezzo di governo, prima con Lega e poi con Pd, abbiamo fatto approvare 40 provvedimenti. Penso che i cittadini se ne accorgeranno”. Di sicuro ai pentastellati ora serve una riorganizzazione “cosa che stiamo già facendo. Pd e Lega parlano di bipolarismo ritrovato? Non credo e aggiungo che all’interno del governo non cambierà nulla. Abbiamo intenzione di portare a termine la legislatura“.