rifiuti
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ALESSANDRIA – Ottime notizie per l’azienda alessandrina Aral, addetta al trattamento dei rifiuti. Il Tribunale ha infatti omologato la richiesta di concordato preventivo, un passaggio fondamentale nel processo di risanamento dei conti.

“Si tratta di una una svolta fondamentale in questa tormentata vicendaha detto l’assessore all’Ambiente Paolo Borasio “ora la società potrà ripartire e guardare al futuro con nuove prospettive e con la certezza che la drammatica situazione in cui si era trovata è finalmente e definitivamente alle spalle. Mi sento in dovere di ringraziare l’azienda stessa e tutti coloro che hanno collaborato al raggiungimento di questo risultato per l’impegno profuso e la tenacia con cui hanno sempre perseguito l’obiettivo”. 

Il piano durerà cinque anni e prevede il saldo del 94% dei debiti coi creditori, con lo stralcio del solo 6%. “Quello che è obbligo giuridico per noi è anche un obbligo morale aveva già detto giovedì in Commissione Bilancio il presidente di Aral Angelo Marengovogliamo pagare tutti i nostri creditori fino alla fine. Abbiamo in cassa i soldi necessari per la prima tranche dei creditori privilegiati, da pagare entro novembre. Vogliamo che Aral segua un percorso, chiaro, netto e di serietà, pagando prima del dovuto ed evitando disservizi“.

“La relazione del Commissario giudiziale che segue Aral già era stata pienamente positiva, sulla base di 72% dei creditori che hanno votato sì all’accoglimento della proposta dell’azienda e nessuno di loro, all’udienza, aveva fatto opposizione”

“Stiamo mettendo a punto una bozza di piano industriale vero e proprio che inglobi il piano concordatario e lo rafforzi. La presenteremo entro giugno. Insomma, una evoluzione di Aral nel contesto del bacino, un piano che la porti a essere ancora più efficace e produttiva. Col sì del Tribunale diventiamo una azienda in bonis. Pensiamo a un piano molto semplice: far lavorare l’azienda con le sue potenzialità. Faccio riferimento ai rapporti con Genova e con la Regione Piemonte, come ente che gestisce il ciclo dal punto di vista dell’impiantistica. L’importante è che l’impianto lavori bene, che si valorizzi questo patrimonio della comunità e, eventualmente, mettere al servizio della comunità i guadagni, magari comprando cassonetti più belli. Fusione? Sì ma solo se serve e se c’è piano industriale concreto. Sono solo strumenti che occorre applicare in modo chiaro, senza fare pasticci”.

“Aral ha un impianto che potrebbe lavorare il doppio” ha aggiunto il presidente Marengo “con investimenti di 6 milioni, una cifra che ci autofinanzieremo e previsti nel piano, assumeremmo 12 persone in più, così da garantire un turno in più di lavoro. Vogliamo proporci per diventare un impianto a servizio del Sud Piemonte e che possa trattare metà dei rifiuti di Genova, circa 100 mila tonnellate all’anno. Servirà un aggiornamento tecnologico che migliori la differenziazione a valle della raccolta dei rifiuti, potenziando così il suo recupero”.

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Valutiamo anche la possibilità di entrare nel settore del trattamento del verde, a vantaggio del ciclo pubblico. Oggi è un servizio che dobbiamo esternalizzare ma abbiamo gli spazi per farlo. Stiamo sviluppando altre linee per la lavorazione della raccolta differenziata, del legno e degli ingombranti. Su quest’ultimo punto, in particolare, stiamo recuperando il 70% degli ingombranti che entra in impianto, materiali che prima non riuscivamo a recuperare come i materassi in lana, le cassette plastica e le plastiche dure”.

Infine il presidente Aral Angelo Marengo e il direttore Marco Rivolta hanno fatto il punto sulla discarica di Solero: “È in esaurimento ma abbiamo messo nei costi industriali dei fondi per lo smaltimento da esterni, qualora non ci fossero soluzioni alternative. Noi però vogliamo allungare vita di questa discarica. Venerdì scorso sono finiti i lavori per l’ultima vasca della discarica. La prossima settimana sono previsti i collaudi e poi dovrà arrivare il nullaosta della Provincia. A quel punto la discarica di Solero potrà continuare a operare fino alla fine del 2022 ma, come detto, vogliamo andare oltre attraverso un miglioramento della linea del trattamento rifiuti e far arrivare lì meno materiale possibile”.