Da tirocinanti a veri lavoratori. Bene il progetto di Provincia e Regione a favore dei giovani ma si ripeterà?

ALESSANDRIA – Il progetto “mestieri-lavoro” della Provincia di Alessandria e della Regione ha avuto successo e soprattutto ha portato lavoro a diversi giovani del territorio. La speanza è che questo percorso, così utile, possa essere replicato anche nei prossimi mesi.

Nel 2014 sono stati infatti 110 i tirocini a beneficio di giovani tra i 16 e i 35 anni, terminati recentemente con ben 63 assunzioni di cui 35 in apprendistato, 21 a tempo determinato, 2 a tempo indeterminato, 2 lavoro intermittnte e una collaborazione.

Come spiegato da Patrizia Quattrone, dirigente del settore Politiche giovanili della Regione Piemonte, il progetto “è nato in un programma complessivo regionale che ha voluto dare una linea di attenzione nei confronti dei ragazzi dalla scuola al mondo del lavoro. Volevamo supportare il percorso di crescita dei ragazzi per scoprire i loro talenti. La sinergia che abbiamo voluto creare tra gli uffici del centro per l’impiego e le politiche giovanili era finalizzata al tentativo di rendere il giovane autonomo e protagonista della società. A noi interessava dare la possibilità di farsi conoscere e conoscere il territorio”.

Il percorso ha portato i suoi frutti, come abbiamo detto, anche se, come specificato da Anna Maria Fuscà, responsabile del centro per l’impiego della Provincia “cento tirocini in provincia di alessandria erano pochi e quindi sarebbe opportuno continuare questo disegno anche perché sono stati molti i giovani che hanno chiesto di aderire e le aziende sono rimaste soddisfatte. Su 110 tirocini abbiamo avuto 63 assunzioni“.

In particolare ad Alessandria il tirocinio ha portato, su 30 tirocinanti, a 10 apprendistato e 7 tempi determinati. A Casale-Valenza, su 17 tirocini, 8 apprendistato e 2 a tempo indeterminato. A Novi su 17 tirocini, 5 apprendistato, 3 tempi determinato e 1 voucher. A Tortona su 12 tirocini, 2 apprendistato e 1 lavoro intermittente. A Ovada su 12 tirocini, 2 apprendistato, 1 tempo determinato, 1 lavoro intermittente. Ad Acqui Terme, infine, su 16 tirocini, 8 apprendistato, 3 tempo determinato, 1 voucher e una collaborazione.

I settori più interessati sono stati in ordine di rilevanza, il commercio, il terziario, bar ristoranti e l’artigianato.

La bontà del progetto mestieri-lavoro è stata tetimoniata da Marco Gallia, commercialista, consulente del progetto e diretto beneficiario del percorso, visto che lui stesso ha chiamato a lavorare con sè uno dei tirocinanti: “in molti casi non è immediato conoscere bene il lavoratore che stiamo per assumere. Poter anteporre all’assunzione un periodo di tirocinio di tre mesi dá ulteriore forza a questo iter. I progetti come quello che si è appena concluso sono importanti in periodi come questi. Molte volte ci sentiamo dire che lo Stato chiede sempre e non dá mai niente. Questo è l’esempio opposto. Aiuta a dare quel clima di fiducia che si sta perdendo. Io ho assunto un impiegato contabile in ufficio e ho seguito altre due aziende che si sono attivate per l’assunzione. Una è una estetista, l’altra è impresa edile. La mia esperienza è stata positiva e quindi speriamo che queste iniziative possano passare ancora in futuro”.

L’assessore regionale, Monica Cerutti, sulla ripetibilità ha voluto esprimere tutto l’interesse a una nuova edizione di ‘mestieri-lavorp’, cercando nuovi fondi che possano replicare quanto di buono fatto con questo progetto: “siamo in un momento complicato dal punto di vista istituzionale. Crediamo che quelle funzioni che ben hanno ricoperto a livello decentrato debbano continuare. Non c’è un’idea accentratrice. È chiaro che ci deve essere una razionalizzazione e una riorganizzazione. È molto importante, nelle politiche giovanili, mettere sempre al centro il lavoro. Il rapporto più stretto tra scuola e lavoro continua a essere una nota dolente e per questo vorremmo mettere in atto l’alternanza scuola-lavoro come avviene all’estero. Noi vogliamo avvicinare scuola e lavoro”.

D’altro canto, ha aggiunto il funzionario della Provincia, Gigi Poggio, “l’iniziativa è riuscita perché ha coinvolto due settori che hanno lavorato in maniera positiva nel corso degli anni. In Provincia abbiamo spesso dato vita a progetti di spicco in questi ambiti. Le politiche giovanili sono state ottime ed è un peccato perdere una esperienza di lavoro che ha portato a risultati importanti. Abbiamo dato una idea ai ragazzi che hanno frequentato i nostri uffici di un ente che è in grado di raccogliere le istanze del territorio. Una modalità di governo nuova e vitale. Adesso, come lavoratori della Provincia, siamo in standby. Però vorremmo continuare su questo filone“.