OVADA – Sostanzialmente invariato, almeno sotto il profilo numerico, il panorama del commercio ovadese nel 2014.In base ai dati statistici diramati dallo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), al 31 dicembre a Ovada risultavano 59 negozi di generi alimentari (2 in meno rispetto all’anno precedente), 227 negozi non alimentari (3 in più rispetto all’anno precedente) e 31 negozi “misti” (invariati). I dati si riferiscono solo ai cosiddetti “negozi di vicinato”. A questi occorre aggiungere 8 tabaccherie, 6 edicole, 7 distributori di carburante, 3 farmacie, 2 centri commerciali, 15 cosiddette “medie strutture” e 83 pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie…).
Inoltre, anche se non si tratta di commercio, ma di cosiddetto artigianato di servizio, ad Ovada il 31 dicembre si contavano 29 acconciatori e 14 attività di estetista.
Nel complesso un reticolato commerciale piuttosto ampio, in grado di soddisfare le richieste e le esigenze di un bacino di utenza che comprende tutti i comuni dell’ovadese e della Valle Stura. Il dato numerico, sostanzialmente invariato rispetto al 2013, non deve però trarre in inganno. La crisi economica si sente anche ad Ovada e ben la conoscono tutti gli operatori che in questi mesi ed in questi anni si stanno misurando con i problemi quotidiani, in attesa di una ripresa che stenta ad arrivare. Interpellato in proposito, l’assessore alle attività economiche Giacomo Pastorino ha commentato: “La grave crisi purtroppo colpisce in maniera significativa anche il nostro territorio, solo parzialmente mitigata dalla struttura particolarmente diversificata delle nostre attività. Il cosiddetto sviluppo misto, che è stato per anni il nostro modello di riferimento, ha rallentato forse la percezione degli effetti della crisi, ma ora dopo sei/sette anni si sentono, eccome! I Comuni purtroppo non hanno molte leve su cui agire: noi stiamo puntando sulla coesione territoriale, sulla promozione complessiva del territorio, cercando di sfruttare anche la nostra collocazione geografica, sulla massima collaborazione tra Enti e operatori economici anche di categorie diverse. Riteniamo infatti che insieme abbiamo maggiori possibilità di farcela. Il tessuto commerciale è vivace e caratterizzato da punte di eccellenza, però dobbiamo avere la capacità di legare tutto assieme: paesaggio, vino, prodotti gastronomici, artigianato di qualità, commercio. Nel 2014 abbiamo individuato qualche percorso, ma solo il 2015 ci dirà se potrà dare buoni frutti. Di certo in questo scenario lo Sportello per le Attività Produttive diventa un elemento fondamentale e non solo per il supporto amministrativo. E’ uno degli elementi di coesione (serve 8 Comuni oltre ad Ovada) e ci auguriamo che si creino le condizioni per ampliarne il bacino di influenza.”