Cassano risponde a chi lo critica: “faccio una politica diversa e se si arrabbiano è perché sono nel giusto. Se mi ricandido? Adesso più sì che no”
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VALENZA – Si va giù pesante ora a Valenza. La campagna elettorale non è iniziata ma solo formalmente perché in realtà le frecciate volano sempre più frequentemente sopra il Comune, come è emerso nell’ultima seduta del consiglio comunale. Mercoledì sera la questione Amv srl è stata il pretesto per accendere nuove polemiche all’interno della maggioranza. Il consigliere Patrizio Emmanuele del Pdl ha infatti rivolto parole tutt’altro che tenere all’attuale primo cittadino, Sergio Cassano, innescando un confronto acceso ai microfoni di Radio Gold News. Emmanuele infatti, nel commento all’ultimo consiglio comunale ha spiegato che “il sindaco è uscito a pezzi dalla seduta per i forti dubbi emersi dopo le interrogazioni. Il sindaco non è un politico e ha dimostrato in questi 5 anni di non essere all’altezza del ruolo che ricopre, forse mal consigliato da qualcuno. Una volta scherzando gli dissi che mia figlia, allora aveva 9 anni, mi aveva chiesto se il ruolo di un consigliere fosse quello di dare consigli. Io risposi che in teoria sarebbe così ma nel nostro caso no. Per cinque anni siamo andati avanti così. Lui si consulta con i dirigenti e si va avanti in questo modo, lui fa fare tutto ai dirigenti. Secondo me il dirigente deve andare avanti finché la legge glielo consente ma quando ci sono due opzioni le scelte devono essere affidate ai politici“.

Sergio Cassano non ha gradito e ha replicato con vigore: “il consigliere Emmanuele ha dato la stura a quello che è il suo nobile pensiero di politico dal quale io mi disgiungo volentieri. Se la politica è questa, è quella del dover dire sempre male di qualcuno io suggerisco ad Emmanuele di riferirsi più frequentemente ai consigli di sua figlia perché per quanto riguarda ciò che ha detto io ho amministrato la città salvandola da un fallimento praticamente certo, rimettendo a posto il Ciss nel quale il consigliere Emmanuele lavorava – ha commentato Cassano. Poi abbiamo messo a posto un bel po’ di cose e meno male che ho agito con un certo spirito imprenditoriale perché è così che una pubblica amministrazione deve lavorare. Amministrare non è un gioco da bar, è una cosa seria. I dirigenti hanno ricevuto dalla legge Bassanini un mandato molto preciso e grande“.

Le parole del consigliere hanno acceso Cassano che è quindi passato all’attacco: “Patrizio Emmanuele è una cara persona che lavora all’Asl e durante il consiglio comunale oltretutto ha avuto frasi irriguardose nei confronti dell’Asl stessa ma se ne farà carico. Ha girato tutto l’arco dei partiti e ci sarà qualche motivo“.

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Se poi l’intento era di fiaccare la possibile ricandidatura del primo cittadino probabilmente l’effetto ottenuto è stato contrario: “questa politica, vecchia e desueta, che si porta dietro i consigli arrivati dai bar per andare a dire male delle persone, non è la mia politica. Io non scendo in queste beghe di persone che hanno tormenti personali che preferirei scaricassero diversamente e non sul Comune né, tantomeno, su Cassano. Perché io finito qui ho anche altre mire“.

Non si cada in errore però perché Cassano non ha nessuna intenzione di mollare anzi: “queste situazioni mi divertono. Se le persone si arrabbiano è perché io sono nel giusto e quindi alla domanda sulla mia ricandidatura, davanti a queste situazioni, posso dire che è più sì che no. Ci vuole una sana operazione di nettoyage, di pulizia. Io azzerato quattro consigli di amministrazione e cambiato assessori e poi mi si dice che vengo indirizzato dai dirigenti. Io sono un decisionista e presto farò un elenco di tutte le cose fatte nel rispetto della legge e della correttezza. Io ho dato tutto me stesso e lo farò fino all’ultimo giorno per il bene della città e non per fare un dispetto a certe persone”.