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ALESSANDRIA – Il dibattito sulla delicata vicenda Solvay ha inevitabilmente coinvolto anche le forze politiche alessandrine. Nell’ultimo consiglio comunale di mercoledì, in particolare, la maggioranza ha respinto la mozione firmata da tutte le forze di opposizione, compresa Alessandria Migliore del presidente del consiglio Emanuele Locci, a proposito del Polo Chimico e della Fraschetta. 

“Era stata presentata a febbraio” ha sottolineato il relatore Giorgio Abonante, consigliere comunale del Partito Democratico “il nostro obiettivo era affrontare questo tema non con un approccio normativo, come invece sembra che voglia fare l’amministrazione. Occorre che tutta la comunità alessandrina diventi consapevole su un tema così importante come la riqualificazione della Fraschetta. Nella mozione, in particolare, si voleva coinvolgere il Disit dell’Università del Piemonte Orientale nella stesura di un progetto comune sul rilancio di quella zona, un preciso piano con delle linee guida, oltre alla possibilità di indire un consiglio comunale aperto. Il Comune ha respinto la nostra mozione perché sarebbe legata alla scadenza fissata tra meno di due mesi dalla Conferenza dei Servizi sull’Autorizzazione Ambientale richiesta da Solvay per l’aumento di produzione di C6O4. Ma a nostro avviso il Comune deve presentarsi a quel tavolo con, idealmente, alle spalle una comunità consapevole che vuole guardare avanti e superare le problematiche scaturite dal Polo Chimico. Non deve limitarsi ad avere una posizione formale, questo dovrebbe essere il compito degli amministratori locali che non sono semplici notai. I prossimi mesi, decisivi, passeranno invece  inutilmente con il Comune che sceglie di nascondersi dietro a un dito. Noi avevamo presentato questa mozione a febbraio e, se fosse stata discussa prima, ci sarebbe stato anche più tempo per agire”. 

Innanzitutto premetto che non c’è stata alcuna preclusione nel discutere di questa mozione” ha precisato l’assessore all’Ambiente Paolo Borasio “spetta alla Conferenza dei capigruppo stabilire l’ordine dei lavori. Io comunque avevo già pronta la risposta alla mozione il 23 marzo e sappiamo tutti bene come l’emergenza coronavirus abbia rallentato tutto. Entrando nel merito” ha aggiunto il membro della Giunta Cuttica “prima di ogni altra cosa occorre che si faccia chiarezza sui limiti di legge all’uso del C6O4, questo aspetto è fondamentale ma non è di competenza della politica, spetta ai tecnici. Su questo noi siamo pronti a sollecitare tutti gli enti, affinché si accelerino i tempi. Siamo inoltre d’accordo a stimolare un piano di riqualificazione della Fraschetta ma perché farlo entro la scadenza della Conferenza dei Servizi. Come si legano questi due aspetti? Io un nesso non lo vedo. Per un progetto simile ci vogliono i tempi giusti, non certo due mesi. Ripeto: non c’è alcun aspetto pregiudiziale sui temi della mozione. Sì a un piano di riqualificazione della Fraschetta ma coi tempi giusti e il coinvolgimento di tutti gli enti. Se il presidente del Consiglio Comunale Locci lo vorrà, ben venga anche un consiglio comunale aperto”. 

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