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ALESSANDRIA – Un vero e proprio allarme quello lanciato dai gruppi consiliari del Pd e della lista Insieme per Rossa riguardo l’emergenza covid ad Alessandria, proprio alla vigilia del consiglio comunale dedicato a questo tema, in programma mercoledì alle 18. In particolare gli esponenti dell’opposizione si sono soffermati sulla situazione delle rsa alessandrine, definita grave e trascurata. Proprio questa sera, ad esempio, sono emerse oltre cento positività alla casa di riposo Michel.  Il Consiglio Comunale di mercoledì sarà un’occasione per fare chiarezza, per avere informazioni e per, si spera, essere ascoltati. Lo abbiamo chiesto da tempo un confronto, arriva in ritardo ma proviamo a renderlo utile”. 

“Ci sono veri e propri focolai” si legge nella nota “in una struttura, ma non è l’unica, ci sono 55 operatori a casa di cui solo 10 per normale malattia. Gli ospiti non sono monitorati perché il responsabile, il dottor Barresi dell’Asl di Alessandria, non può fornire tamponi in assenza di reagenti. Il grido d’allarme è di avere personale. Ci sono operatori che hanno sulle spalle 40 ore di lavoro. Perché non ci sono risposte? In alcune rsa la carenza di dpi crea situazioni allarmanti. Gli operatori sono esposti, e con loro le famiglie, gli ospiti sono a rischio. Le strutture sono al collasso. Eppure la Regione non fornisce i dati e si limita a dire che esiste un problema. Forse possiamo cominciare a dare nomi e cognomi ai problemi? Cirio e Icardi per cominciare? E i nostri amministratori, tanto attivi in questi giorni, come intendono difendere i cittadini che vengono prima degli interessi di parte e di partito?”

“La diffusione dei contagi tra gli ospiti viaggia troppo velocemente” ha sottolineato in particolare Rita Rossa “alcune RSA della città sono prossime al collasso, se non si interverrà con personale e mezzi. Questione di pochi giorni per alcune strutture. Altre strutture vivono situazioni simili. Mancano i dpi, manca il personale, manca l’intervento delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale. Perché la Regione non fornisce questi dati? Perché non interviene? Cosa sta succedendo? Perché il Sindaco e l’assessore Ciccaglioni non intervengono? Ne sono informati perché ci si è rivolti anche al Comune, ufficialmente. Uscite dalla propaganda e dai social, datevi da fare perché la situazione è grave. Nella riunione della rappresentanza Asl, di cui Cuttica è presidente, che si è svolta pochi giorni fa, non sono emerse queste difficoltà . Come è possibile non avere il polso della situazione? Cosa state facendo? Sindaco, questo virus non è un complotto, come sostiene la sua assessora, questo virus uccide. Cosa aspetta a chiedere conto a Cirio e Icardi del modo con cui stanno gestendo la situazione? Cosa aspetta a chiedere personale per le RSA e per le strutture sanitarie? I suoi cittadini vengono prima dei suoi compagni di partito. Li difenda, ci difenda anche se Icardi è della Lega come lei. Gli anziani sono un valore, sono i nostri affetti, non sono numeri improduttivi. Mi aspetto che domani nel Consiglio dedicato dia delle risposte precise con dati e fatti”.

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“Ci aspettiamo che Asl e Aso arrivino con dati precisi” hanno aggiunto gli esponenti di Pd e Lista Rossa “ci aspettiamo di capire da loro perché c’è tanta reticenza a fornire i dati. La nostra Asl è in difficoltà e lo si capisce, purtroppo, dalle tante, troppe disfunzioni che diventano veri e propri calvari per chi deve fare un tampone; per chi si mette in isolamento fiduciario, per chi deve ricevere cure a casa. Lo abbiamo visto, e tuttora lo constatiamo, nelle scuole. Se prima i tamponi di controllo venivano fatti ai ragazzi che dovevano stare a casa perché uno dei compagni era positivo, ora fanno il tampone solo a coloro che hanno sintomi, quando sappiamo bene che ci sono gli asintomatici e quindi scegliere di non fare i tamponi è un problema. Evidentemente qualcosa non va nella catena di comando”.

“Vorremmo sapere” concludono gli esponenti della minoranza “il numero delle Usca per ogni centro zona e perché il numero di ore e di personale di quelle di Alessandria sia uguale al numero di ore e di personale degli altri centri zona e addirittura minore di quelli di Casale, seppure la popolazione è molto più numerosa. Vorremmo sapere perché i percorsi di cure a casa non funzionano appieno. Vorremmo sapere come si intende implementare il personale e sostenere gli sforzi di medici, infermieri e personale sanitario”. 

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