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PIEMONTE – Un lungo incontro quello avuto tra i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola col presidente del Piemonte Alberto Cirio, dedicato alla ripresa delle lezioni. Al confronto, in videoconferenza, hanno partecipato anche gli assessori Chiorino e Gabusi, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Fabrizio Manca e il referente del team degli epidemiologi che affiancano la Regione Piemonte.

Il Presidente Cirio ha comunicato in premessa che è stata travisata la sua dichiarazione sul “recupero” del tempo trascorso in didattica a distanza, sottolineando la disponibilità della Regione al potenziamento della didattica in presenza, alla ripresa, con finanziamento con progetti dedicati” hanno sottolineato le parti sociali, poi messi al corrente di una serie di dati sull’emergenza covid, alla base della scelta del Piemonte di prolungare la didattica a distanza per le seconde e terze medie, nonostante la zona arancione.

“Il dottor Costa in particolare ha illustrato” hanno raccontato i sindacati “attraverso alcuni grafici, l’andamento epidemico e il livello di circolazione del virus, considerando le curve per fasce di età: l’incidenza cumulativa per ogni 1000 studenti si è rivelata sempre maggiore nella scuola secondaria di I grado rispetto al II grado. Studi epidemiologici hanno messo in luce che nella fascia tra gli 11 e i 13 anni il numero dei contagi è quasi il doppio che nelle scuole elementariL’assessore Gabusi ha poi presentato il piano trasporti. 

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“Abbiamo finalmente registrato la condivisione dei dati e dei progetti chiedendone la diffusione e prendiamo atto dell’intenzione della Regione di investire nel 2021 una serie di risorse per potenziare le attività formative nelle scuole, oltre a richiamare la necessità di investire per istituire presìdi sanitari nelle scuole. Restiamo in attesa di conoscere nel dettaglio il progetto che la Direzione Regionale del Piemonte ha annunciato sul tema della riorganizzazione delle scuole e dei trasporti, per la ripresa in sicurezza dopo l’Epifania e che attualmente è al vaglio del Ministro, così come continuiamo ad aspettare l’attuazione dell’intento della Regione di potenziare il servizio sanitario a disposizione delle scuole, implementando un piano di tamponi rapidi a protezione del personale e degli studenti”. 

Abbiamo inoltre messo in luce l’estrema complessità organizzativa (pause, orari, mense, gestione ed igienizzazione dei locali) e la necessità di rendere compatibile questo piano con i tempi di vita degli alunni e del personale scolastico, osservando anche come la valorizzazione delle autonomie scolastiche non rappresenti un intento ma un passaggio obbligato e necessario per la realizzazione del progetto. Secondo noi è fondamentale riconoscere la più ampia autonomia agli organi collegiali e la massima flessibilità a favore della qualità dell’offerta formativa. Tutto questo deve essere accompagnato da investimenti finanziari, potenziamento degli organici e riconoscimento economico del lavoro svolto dal personale della scuola. Ribadiamo che ogni intervento a tutela dell’istruzione deve avere come priorità assoluta la salute e la sicurezza sul posto di lavoro e chiediamo che, dopo gli incontri con i Dirigenti Scolastici previsti per venerdì, siano programmati tavoli a livello provinciale per verificare la fattibilità e che a conclusione dell’istruttoria sia restituito al tavolo regionale lo stato dell’arte per gli approfondimenti anche di natura contrattuale”. 

“Alle autonomie scolastiche e al personale della scuola viene consegnato un notevole e complesso impegno a garanzia della ripresa della frequenza in presenza e della qualità dell’offerta formativa. Ancora una volta ribadiamo che questo impegno deve trovare un riconoscimento economico” ha sottolineato il segretario generale della Flc Cgil Luisa Limone. 

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Maria Grazia Penna, Cisl Scuola: “Un progetto così impegnativo deve coinvolgere le autonomie scolastiche per valutarne la fattibilità, a tutela della salute e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Seguiremo ogni fase dalla progettazione all’attuazione”. 

Troppi contagi nella primaria e nell’infanzia: va potenziato il sistema di prevenzione attraverso interventi mirati come mascherine e tamponi rapidi, presìdi sanitari e soprattutto con la diminuzione degli alunni nelle classi” ha infine sottolineato Diego Meli, della Uil Scuola.