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ITALIA – Il terremoto politico deflagrato ieri con l’ufficialità delle dimissioni degli esponenti di Italia Viva dal Governo Conte, e la conseguente crisi dell’esecutivo, è stato commentato anche dai parlamentari della nostra provincia.

“In queste ore” ha sottolineato la Senatrice del Movimento 5 Stelle Susy Matrisciano “credo che il senso di responsabilità, che ci ha sempre contraddistinto, debba prevalere. Prendiamo atto della scelta di Renzi, gesto incomprensibile in piena crisi. Il Movimento 5 Stelle continua a lavorare a fianco del Presidente Conte per dare stabilità al Paese”.

“L’apertura di una crisi di governo adesso è la peggiore risposta che si potesse dare agli italiani in piena emergenza sanitaria e in una crisi economica complessa e profonda” le parole del capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera Federico Fornaroora è più chiaro agli italiani chi sta agendo nell’interesse del paese e invece chi è interessato principalmente alla visibilità del suo partito”.

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Renzi si era già spinto troppo avanti, questa volta ha dimostrato di non fare un nuovo penultimatum” ha invece sottolineato il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinariha posto questioni politiche di merito condivisibili: l’atteggiamento di Conte rispetto all’emergenza, l’aver escluso il Parlamento su temi importanti come il Recovery Fund, la riforma della giustizia che non arriva, la delega ai servizi, scelte sbagliate come il cashback e il bonus monopattini. Ora quello che succederà è nelle mani della maggioranza. Vedo il voto come uno scenario poco probabile: alla fine prevarrà, in particolare tra i 5 Stelle, lo spirito di sopravvivenza, a dispetto delle idee politiche, oppure un governo tecnico che possa cercare una convergenza più larga. Per noi la soluzione migliore è il voto, la seconda è un governo di centrodestra. Se ora passa il principio che si può andare alla caccia dei responsabili per avere una maggioranza non vedo perché lo debba fare solo il centrosinistra. Anche il centrodestra dovrebbe avere questa opportunità, quello che nel 2018 non successe. In caso di una soluzione tecnica, la più probabile, la valuteremo in base al programma e alle figure coinvolte. Ci sono 3/4 urgenze: recovery fund, emergenza sanitaria, riforme strutturali, darsi una scadenza per poi andare al voto. In quel caso potremo valutare un sostegno, non chiudiamo le porte a priori. Di sicuro, però, non appoggeremo un governo col Movimento 5 Stelle e il Pd”.

“Ora Conte si deve dare una mossa” ha infine detto Massimo Berutti, senatore di Cambiamo! “ci sono tanti scenari all’orizzonte. Si sta sentendo di tutto. O il premier viene in aula per un confronto oppure si dimette subito e apre formalmente la crisi. Questo è l’abc: tutto quello che è successo finora è solo un aspetto mediatico. Noi restiamo all’opposizione. Non ci spostiamo di una virgola. Dopo di che staremo a vedere cosa succede dentro il perimetro di centrodestra. Diverso sarebbe se si creassero le condizioni per un governo tecnico di unità nazionale per poi andare al voto. Al momento osserviamo la situazione. Ripeto: deve aprirsi una situazione nuova, ma non abbiamo intenzione di fare ragionamenti con le attuali forze di maggioranza. Non abbiamo mai pensato di far parte dei cosiddetti ‘responsabili'”.

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