Uiltrasporti sollecita Amv Valenza: “Malessere crescente e mezzi vecchi. Serve un vero affidamento”
adv-200

VALENZA – In una lettera aperta indirizzata al sindaco Oddone e all’assessore alle Partecipate di Valenza Merlino, Uiltrasporti ha chiesto un incontro per confrontarsi su alcune problematiche della azienda Amv Settore Igiene Ambientale. Il sindacato aveva già invocato un faccia a faccia lo scorso 10 marzo ma, sostiene, l’amministrazione per ora non ha risposto. Il segretario provinciale Alessandro Porta ha parlato di “grave situazione che, se non affrontata con celerità, rischia di trascinare l’azienda in una strada senza ritorno“. La Segreteria Territoriale Uiltrasporti ha anche segnalato il malessere sempre più crescente, rispetto al continuo mutare dei comportamenti aziendali sia nell’organizzazione del lavoro che nei rapporti con il personale”.

“Tutto ciò rende difficile la conciliazione vita lavorativa e vita familiare e sfocia in alcuni casi in prese di posizioni aziendali ritenute dal Sindacato non consone e oggetto di possibili vertenze. La dotazione vetusta della maggior parte dei mezzi di cui è dotata l’azienda, non garantisce inoltre la copertura e l’espletamento puntuale del servizio all’utenza. L’organizzazione del lavoro, da sempre prerogativa aziendale, nel caso di A.M.V. Valenza Igiene Ambientale, risulta essere molto difficile per via dell’assenza da parecchi anni di un affidamento vero e proprio. L’Azienda infatti prosegue la propria attività con proroghe di contratto in affidamento con tutte le difficoltà che le stesse implicano, compreso la richiesta di fondi per investimenti. Siamo quindi a chiedere un momento di profonda riflessione degli asset strategici sui quali proiettare il futuro dell’Azienda Valenzana. L’affidamento, fa si che si possa attuare una strategia necessaria ai fini della progettazione. Di qui l’esigenza di politiche con una visione più ampia per poter pianificare, in modo efficace, efficiente e creativo, un patrimonio costituito tanto dagli asset fisici (connessi alle attrezzature per lo svolgimento delle attività) che dagli asset intangibili (il capitale intellettivo connesso alle risorse umane)”.

“In questo contesto” ha aggiunto Uiltrasporti “il Consorzio assume un ruolo centrale nell’implementazione della strategia creando opportunità di sviluppo sia per l’azienda che per i lavoratori.
Il piano industriale più in generale consente alla società, anche la necessaria visibilità e chiarezza di intenti del Consorzio, indispensabili alla realizzazione delle azioni pianificate, quindi alla condivisione di un modello di sviluppo della gestione dei servizi. L’obbiettivo dell’affidamento, in sostanza, è di consentire agli organi dirigenti della Società di definire in che modo l’azienda intende accrescere e consolidare il valore sociale, territoriale e finanziario. L’affidamento in sostituzione di proroghe renderebbe possibile:

– La focalizzazione sulla creazione di un piano di investimenti, con particolare riferimento al parco mezzi, oramai palesemente datato, ovvero sostituito con mezzi presi da aziende in fallimento e quindi chiaramente alla fine, o di seconda mano “restaurati”;
– Una visione strategica adattata al contesto storico – normativo determinatosi nel corso dell’ultimo anno, l’utilizzo di questa visione come guida per la gestione dell’attività aziendale;
– La possibile realizzazione di un progetto che potrà avere sulla struttura aziendale esistente una tempistica di intervento rapida ed efficiente e non più una gestione condizionata del transitorio per via dell’incertezza che la proroga impone.

adv-530

L’affidamento viene quindi visto dal sindacato come una visione strategica politica lungimirante, perché adatta al contesto storico, sulla base di normative determinatesi nel corso dell’ultimo anno. Vorremmo sottolineare infatti che con il Recovery Fund è stato inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza il documento che traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti che l’Italia vuole realizzare con i fondi europei di Next Generation EU. Tale documento è imperniato su sei punti, dove al secondo si parla di rivoluzione verde e transizione ecologica e all’interno si trova il punto sull’economia circolare. Crediamo quindi sia necessario farsi trovare pronti, per poter rientrare in quel perimetro, dove le aziende potranno trarre benefici economici dati da normative atte ad incentivare le ristrutturazioni aziendali”.

Foto di repertorio