Icardi sulla causa della mancanza dei vaccini: “Problema è approvvigionamento non per colpa delle Regioni”
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PIEMONTE – “Il Piemonte è seconda regione in Italia per inoculazione di dosi, stiamo facendo uno sforzo considerevole per attrezzare centri vaccinali, abbiamo una quarantina di centri vaccinali privati che vorrebbero iniziare ma che sono in stand by perché non ci sono le dosi così e sindaci pronti con i volontari di Protezione civile e Croce Rossa ad aprire distretti mobili nei comuni che non possono farlo perché non ci sono i vaccini”. Così all’Adnkronos l’assessore  regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, che già alcune volte ha dovuto rallentare o sospendere per qualche giorno l’attività in alcuni centri per mancanza di dosi.
Secondo l’esponente della giunta le responsabilità “partono dall’alto, dai contratti della Ue alla ripartizione sui singoli Stati e tra le Regioni ma alla fine, se mancano i vaccini, non è perché le Regioni sono andate in ordine sparso, le Regioni vaccinano in coerenza a quanto  previsto dalle circolari ministeriali e commissariali ma nei limiti delle dosi che ci danno. Quindi – prosegue Icardi – la responsabilità non è delle Regioni, lo escludo in modo totale”.

A livello globale – prosegue l’assessore alla sanità del Piemonte – credo si sia fatto un errore per così dire ‘politico’, anziché concentrare gli acquisiti di vaccini prevalentemente dagli americani si sarebbe dovuto fare un ragionamento più a 360 gradi valutando anche altri vaccini, per esempio cinesi, russi, e se buoni, autorizzarli e acquistarli”.

Per Icardi, dunque, la causa della mancanza dei vaccini va ricercata non tanto nella distribuzione ”si può distribuire solo quello che si ha”, quanto piuttosto nell’approvvigionamento. ”Magari ci sarà anche stato qualche furbetto della vaccinazione, così come qualche categoria magari un po’ borderline ma si tratta di numeri marginali. Il problema è piuttosto nell’approvvigionamento e le potenzialità organizzative non solo del Piemonte ma anche delle altre Regioni sono sotto sfruttate”, conclude.