Gioco d’azzardo: “azzerare legge è scommettere su salute dei piemontesi”
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PIEMONTE – “Azzerare la legge sul gioco d’azzardo, soprattutto in questo momento di crisi, rischia di aumentare la possibilità dei piemontesi di cadere nella falsa speranza di risolvere i problemi  attraverso l’azzardo”. Ne sono convinte una ventina di associazioni (Acli, Commissione regionale Pastorale sociale e del lavoro Piemonte e VdA, Avviso Pubblico, Libera Piemonte, Gruppo Abele, SIDT Società Italiana Tossicodipendenze, FederConsumatori Piemonte, La Scialuppa CRT Onlus, Fondazione San Matteo, Insieme Contro l’usura Onlus, Movimento Focolari Piemonte, Slot Mob, Azione Cattolica Piemonte e VdA, Cittadinanzattiva del Piemonte, Comunità Cenacolo, Comunità Papa Giovanni XXIII, Forum delle Associazioni Familiari del Piemonte Giuseppini del Murialdo, Società San Vincenzo de’ Paoli Piemonte e VdA, AIPEC – Associazione italiana imprenditori per un’economia di comunione, ANFN – Assoc. Nazionale Famiglie Numerose – Piemonte, Società Italiana di Alcologia – Sezione Piemonte UCID Piemonte) che, insieme a sindacati,  politici d’opposizione a Palazzo Lascaris, medici e psicologi, stanno dando battaglia, anche a colpi di migliaia di emendamenti, alla decisione della maggioranza regionale di mettere mano alla legge approvata in Piemonte nel 2016.

Quella in vigore è considerata dal gruppo di associazioni “una buona legge che ha permesso “di contrastare il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento, il riciclaggio delle mafie e ha portato il Piemonte ad essere all’avanguardia in Italia sul fronte della riduzione della dipendenza dall’azzardo.

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La proposta della Lega (primo firmatario Claudio Leone) vorrebbe accorciare le distanze tra slot machine e luoghi sensibili e limitare il numero di questi ultimi nella convinzione che queste misure avvantaggino il gioco illegale gestito dalle organizzazioni mafiose e abbiano creato una crisi occupazionale nel settore del gioco in denaro.

Le motivazioni della maggioranza regionale secondo le associazioni contrarie non troverebbero però “riscontro” nei “dati disponibili”. “Sul primo punto, infatti, non esistono evidenze scientifiche e/o giudiziarie che manifestino un effetto sostituzione da parte del crimine organizzato nel settore degli apparecchi automatici di gioco.

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Sul secondo punto, quello relativo agli ipotetici effetti nefasti sull’occupazione, sottolineiamo come la legge 9/2016 prevedesse congrui periodi di differimento di entrata in vigore del cosiddetto “distanziometro”: 1 anno e mezzo per bar e tabacchi, 3 anni per le sale giochi con licenza antecedente il 1° gennaio 2014 (addirittura) 5 anni, per quelle sale slot con licenza successiva a quella data. Termine quest’ultimo che scade il prossimo mese.

I dati dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro regionale presentati in audizione poche settimane orsono dimostrano la stabilità dei livelli occupazionali nel settore, sia per quanto riguarda gli esercizi generalisti (tabacchi, bar…) che per quanto riguarda gli esercizi dedicati in via esclusiva al gioco in denaro.
Nonostante ciò, nella consapevolezza delle eventuali future ricadute occupazionali conseguenti all’applicazione completa dell’attuale legge, chiediamo che si cerchino soluzioni virtuose, in linea con l’art. 41 della Costituzione, dove si ribadisce che la libera iniziativa privata «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Ricordiamo a questo riguardo che sono ora a disposizione ingenti risorse per il sostegno economico e di riconversione produttiva”.

Le associazioni, hanno precisato, “difendono gli effetti di una buona legge” e non accettano che si “scommetta” sulla salute dei piemontesi e chiedono quindi alla maggioranza del Governatore Alberto Cirio di “non procedere con quest’opera di smantellamento della legge 9/2016, di mantenere le promesse fatte mesi fa e di ascoltare le ragioni delle realtà che da anni si battono contro il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento, e le mafie”.