Ballottaggio Acqui, Pd e Articolo Uno non si schierano: “Libertà di voto”
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ACQUI TERME – Nessuna indicazione ai propri elettori. Questa la posizione di Pd e Articolo 1 ad Acqui in vista del ballottaggio di questa domenica tra Danilo Rapetti e il sindaco uscente Lorenzo Lucchini. I due partiti, sostenitori al primo turno del candidato sindaco Bruno Barosio, hanno commentato così i risultati del primo turno.

Il primo turno delle elezioni comunali si è concluso portando al ballottaggio due schieramenti che si definiscono “civici” con candidati a Sindaco Danilo Rapetti e Lorenzo Lucchini. La coalizione che ha sostenuto la candidatura di Bruno Barosio non ha raggiunto l’obiettivo del ballottaggio. La lista “PD- Articolo uno” ringrazia Bruno Barosio per la campagna condotta, fondata su proposte e avulsa da ogni polemica nei confronti degli schieramenti concorrenti. La Lista ringrazia gli elettori che ci hanno dato fiducia con il loro voto. Non possiamo non sottolineare che il voto si è orientato verso le liste civiche e non verso le organizzazioni partitiche a cui l’articolo 49 della Costituzione assegna il compito di determinare la politica con metodo democratico. La mancanza di questa mediazione tra corpo elettorale e la determinazione della politica attraverso i partiti spinge sempre più l’aggregazione del consenso attraverso i rapporti amicali e la contrattazione di incarichi personali”.

“Il sistema elettorale per l’elezione dei sindaci con il ballottaggio lascia, come giusto, la scelta finale nelle mani degli elettori, anche al di là delle indicazioni dei partiti e delle liste. In questo spirito, riteniamo che l’elettore debba valutare quale candidato sindaco tra Rapetti e Lucchini possa essere la migliore guida per la città nei prossimi anni. Non possiamo non osservare, come già detto, che la sconfitta dei partiti (tutti, nessuno escluso) ci riconsegnerebbe, in particolare in caso di vittoria a Rapetti, una maggioranza composta da una somma di individualità, ambizioni personali in assenza di un autentico progetto e di una visione della città che non sia “come eravamo stati bravi quando c’eravamo noi”.

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“Nel caso di Lucchini, invece, alla minore eterogeneità della composizione della sua maggioranza non ha fatto riscontro un riconoscimento sincero dei limiti di questi cinque anni e una disponibilità ad aprirsi alla costruzione di un nuovo e più ampio percorso di condivisione. In definitiva, quindi la libertà di voto al ballottaggio, anche nella rispettabile logica della scelta del meno peggio ovvero di quello meno distante, rimane l’indicazione più coerente e rispettosa da suggerire agli elettori che hanno dato fiducia alla lista PD e Articolo 1″.