Il collettivo Lgbtq+ ad Alessandria “Non finisce Queer”: “Rinvio del Pride? Ok, ma non stiamo in silenzio”
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ALESSANDRIA – Accettiamo il rinvio del Pride ma non stiamo in silenzio. Questa la posizione del collettivo “Non finisce queer“, il primo gruppo di giovani Lgbtq+ ad Alessandria, rispetto allo spostamento dell’evento dal 25 giugno al 23 luglio. “Un cambiamento che ci ha fatto discutere e noi di Non finisce queer siamo sicurə che una parte importante delle istituzioni abbia spinto con forza per non farci manifestare prima dei ballottaggi per le elezioni comunali. Infatti, nonostante le motivazioni legate all’ordine pubblico specificamente per il 25 giugno, un Pride in questi giorni – tanto più se patrocinato dal Comune – avrebbe creato una situazione scomoda per l’attuale amministrazione”.

“Noi di Non finisce queer prendiamo atto di qualcosa che è andato al di là delle nostre possibilità. Ma non possiamo stare in silenzio di fronte a una decisione controversa che denota noiosi opportunismi: arriveremo alla nuova data del Pride con più rumore di prima. Non vogliamo che il Pride sia liquidato come qualcosa di poco necessario, una celebrazione fine a sé stessa, nel tentativo di svuotarlo di quel significato che invece deve mantenere per poter criticare lo status quo che le istituzioni difendono con ossessione. Precisiamo, inoltre, che non guardiamo con entusiasmo nemmeno a quei partiti politici che si schierano da anni dalla nostra parte ma continuano a naufragare nella retorica, rivelandosi timidissimi e inconcludenti, per questa come per altre battaglie”.

“Spiegheremo il significato politico del termine queer, oggetto di studi e dibattiti da diversi decenni anche in Italia. Spiegheremo il nostro approccio, ricordando che viviamo in una società che concede ancora pochissimo spazio, pubblico e privato, alle persone LGBTQAI+. L’intero sistema – dal mondo del lavoro al sistema scolastico, dallo sport al mondo della cultura – è in forte debito con le persone LGBTQAI+: per quelle forme di violenza e di diseguaglianza contro le quali viene fatto poco o nulla a livello istituzionale. Ci dimostrino invece, il Comune e la Provincia di Alessandria, di aiutarci a contrastarle con progetti che abbiano visione e prospettiva”.

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Vogliamo coraggiose iniziative culturali (per scuole, università, ospedali, consultori e molto altro) che possano avviare cambiamenti radicali. Ci dimostrino che possiamo autodeterminarci ed essere noi stessə ogni giorno e ovunque, senza dover rinunciare a nessun pezzo delle nostre identità, dei nostri desideri, dei nostri diritti: non solo il matrimonio o una legge che punisca l’aggressore, ma tutto ciò che si esprime nel valore della dignità. Abbiamo accettato lo spostamento della data del Pride, ma esprimiamo preoccupazione. Cercheremo di creare nuovi momenti – come già questo – in cui mettere in luce pubblicamente il nostro pensiero e le nostre ambizioni. E soprattutto prepareremo la nostra partecipazione al corteo del 23 luglio, dove ogni gruppo e persona porterà il proprio contributo, anche attraverso preziose collaborazioni: noi vorremmo portare un messaggio di rottura, che non si preoccupi di coinvolgere chiunque in una semplice marcia colorata, ma di esaltare le identità queer nella loro scandalosa e orgogliosa originalità, nel loro aperto contrasto con i modelli che ci vengono imposti, con i quali non scendiamo a patti ma rimaniamo in conflitto”.

“Pubblicheremo sui nostri canali social il documento che si potrà leggere per intero sul nostro sito”.