Cse Sanita-Cse Flpl: “Sulle Ipab servono interventi di controllo più penetranti”

 PIEMONTE – Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro tra il Coordinamento Territoriale Cse Sanità e Cse FLPL e l’assessore alle Politiche Sociali ed Integrazione Socio-Sanitarie della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, sulla situazione delle Ipab. Il Coordinamento Territoriale Cse Sanità e Cse FLPL Alessandria-Asti, rappresentato da Stefania Gallo e dal Delegato della Segreteria Nazionale, Bruno Della Calce, ha evidenziato le specifiche problematiche delle strutture del territorio, soffermandosi in particolare sulla situazione della Casa di Riposo Città di Asti e dell’Ipab di Bosco Marengo, entrambe in sofferenza a livello economico, organizzativo e strutturale” ha sottolineato il Coordinamento.

Durante l’incontro è stata ribadita la necessità di un “attento monitoraggio sulla situazione finanziaria delle strutture ma anche su alcune “decisioni di carattere gestionale”. Il Coordinamento Territoriale Cse Sanità e Cse FLPL si è detto ad esempio “perplesso” rispetto alla gestione del personale di cucina della Casa di Riposo Città di Asti e ha sollecitato un piano di rientro per quella ha definito la “disastrosa situazione dei conti”: “Con la consapevolezza però che, tale mossa non si riuscirà ad approntare in tempi ragionevoli, occorre sempre e comunque salvaguardare sia le necessità assistenziali dei pazienti, sia garantire agli operatori una prospettiva occupazionale certa anche grazie ad un maggiore monitoraggio delle Strutture secondo quanto previsto dalla Legge n. 12/2017”.

 I lavoratorinon possono aspettare tempi lunghi” e il Coordinamento Territoriale Cse Sanità e Cse FLPL ha quindi sollecitato azioni rapide “per far tirare fuori dal cassetto le reali intenzioni sul futuro di queste Ipab”.

“È evidente che le operazioni di risanamento debbano esser costantemente monitorate e per questo sono stati invocati interventi e potestà di controllo più penetranti a cura dell’Assessorato”.

Durante il Tavolo si è concordato con l’Assessore e il suo Staff Tecnico l’inoltro di un’informativa dettagliata “struttura per struttura”: “Affinché anche loro possano essere informati delle prospettive dei lavoratori, ed eventualmente, assumere le mosse più opportune”.

Relativamente alla Casa di Riposo Città di Asti è stato comunicato che è in fase di elaborazione, da parte degli uffici Amministrativi di via Bocca, un piano di rientro entro il 31 luglio 2022 per le conseguenti valutazioni ed elaborazioni, si avranno novità più concrete per la fine dell’estate.

Da parte della Regione – ha aggiunto il Coordinamento – esiste consapevolezza della situazione altamente compromessa delle diverse Strutture, è stato assicurato un attento monitoraggio a breve. Tuttavia, è stato rimarcato che serve, anche alla luce della normativa regionale esistente’, avvalersi dei poteri di controllo per evitare che queste gestioni possano trovarsi esposte in modo poi irreparabile a soluzioni di ridimensionamento o addirittura di chiusura.

La posizione è chiara ed è stata ribadita al tavolo:” I cittadini che si avvalgono di queste strutture e i servizi che vanno loro somministrati dagli operatori devono rimanere punto fondamentale e la qualità degli interventi deve assumere uno standard, a livello regionale, omogeneo e da questo non si può arretrare. Si è consapevoli che la situazione in generale nel nostro Paese non è rosea visto la sofferenza del settore dovuta, secondo noi, all’ ignavia del legislatore nazionale, quelli che noi riteniamo essere servizi essenziali non possono più ricadere nel libro paga delle Ipab o degli Enti Regione, ma devono il prima possibile trovare una risposta nel SSN che deve fornire servizi di prossimità al pari di quanto accade in altri Paesi.

Siamo convinti che il metodo, assunto nel nostro Paese, di totale disinteresse da parte della politica e dei rappresentanti del Mondo del Lavoro siano la conseguenza di tale emergenza e che l’unica soluzione sia quella di una totale e repentina modifica delle politiche fino ad ora attuate.

Tuttavia, senza allargare il quadro generale, per il momento noi proponiamo confronti serrati con chi ha la responsabilità gestionale e che si garantiscano operazioni di assoluta trasparenza per evitare diseconomie e si assicurino che gli operatori possano svolgere le loro prestazioni secondo standard di interventi dignitosi e condivisi anche con le rappresentanze sindacali”.