Ospedale Tortona, Cisl: “Privatizzazione? Già l’anno scorso eravamo preoccupati, siamo stati precursori”

TORTONA – Anche la Cisl ha espresso la propria preoccupazione rispetto alla possibile parziale privatizzazione dell’Ospedale Santi Antonio e Margherita di Tortona. In una nota congiunta, Cisl Alessandria Asti, insieme alle categorie dei Medici, del Pubblico Impiego e dei Pensionati, “sente l’esigenza di prendere posizione nella querelle nata dalla delibera ASL per il bando di gestione del P.O. di Tortona da parte dei privati” hanno sottolineato Mariasusetta Grosso (CISL Medici Piemonte), Alessandro Delfino (FP CISL Alessandria Asti), il segretario provinciale della Cisl Alessandria e Asti Marco Ciani e Giancarlo Martinetti (FNP CISL Alessandria Asti).

“Avevamo già espresso pubblicamente la nostra preoccupazione lo scorso anno. Siamo stati precursori di quanto sta avvenendo: ricordiamo non solo ai lavoratori “che lo sanno benissimo”, ma a tutti i cittadini che tale presidio ospedaliero a partire dalla L.R. 1/600 del 2014 ha subito il depauperamento di tutti i servizi essenziali: Cardiologia (difficile pensare possa essere privatizzata, trattandosi di medicina d’urgenza), Neurologia, Pediatria, parte delle attività chirurgiche di alta specialità, tutto ciò anticipato nel 2013 dalla chiusura del reparto di Ginecologia e Ostetricia. A Tortona infatti da allora non si nasce più. E chi abita in Val Curone deve spostarsi in taluni casi anche un’ora e mezza per gestire un’emergenza cardiologica”. 

“Sono dieci anni che il territorio attende la struttura di Riabilitazione: questa condizione ha prodotto lo sviluppo di centri riabilitativi oltre il confine piemontese, favorendo la mobilità extra regionale e aumentando la spesa sanitaria per la Regione Piemonte. Se non si è realizzata è perché esistono problemi di copertura del servizio (carenza di personale medico, infermieri, fisioterapisti e OSS). La criticità della gestione dei Pronto Soccorso è poi sotto gli occhi di tutti: interminabili ore di attesa; e anche qui carenza di personale. Poi nel 2020 lo stesso ospedale è diventato, per volere della Regione, il primo ospedale Covid con la promessa di ripagare i sacrifici fatti dai cittadini tortonesi e dai lavoratori rilanciando la sanità del territorio. Sia chiaro a tutti che il Servizio Sanitario sta in piedi grazie all’abnegazione, al sacrificio e alla dedizione del personale coinvolto fin dalla pandemia del 2020 (turni massacranti, ferie non godute, prestazioni aggiuntive…e potremmo continuare)”.

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“La Cisl ritiene che il Servizio Sanitario debba essere garantito anche a livello territoriale, preservando l’Ospedale di Tortona e assicurando i già citati servizi essenziali con standard qualitativi ottimali. Rimane ferma per quanto ci riguarda la centralità del servizio pubblico nella Tutela della Salute. I privati possono svolgere un utile servizio sanitario di supporto ma in un’ottica di complementarietà”.