Ospedale Tortona, PRC-SE: “Affidamento a privati va contrastato in modo radicale”

TORTONA – Anche il Comitato regionale del Partito della Rifondazione Comunista si oppone alla possibile privatizzazione di alcuni servizi dell’Ospedale Santi Antonio e Margherita di Tortona.

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Per il segretario regionale del PRC-SE Alberto Deambrogio: “Si tratta di una scelta da contrastare in modo radicale, anche perché dimostra diversi aspetti gravi e pericolosi. Dalla dirigenza dell’ASL la motivano adducendo problemi organizzativi e scarsità di personale, ma è del tutto evidente che tutto ciò non si risolve con la bacchetta magica del privato: i medici mancano per tutti e dunque vanno tolti i tetti regionali per le assunzioni. Peraltro, come ha sottolineato un recente comunicato della Funzione Pubblica della CGIL, l’ASL sarebbe nelle condizioni di poter assumere, se non lo fa vuol dire che c’è del metodo nella sua scelta”.

“Le risorse messe a disposizione ammontano a più di 5 milioni di euro l’anno, una cifra rilevante, che mostra da sola il segno dell’operazione. Di quest’ultima se ne parlava da tempo e ora si realizza proprio in una zona strategica per gli interessi di soggetti privati. Il tortonese è da sempre e fisiologicamente zona di mobilità passiva di pazienti verso la Lombardia. Il bando dell’ASL di Alessandria rende esattamente allettante per i privati lombardi (gruppo San Donato?) mettere un primo piede in Piemonte, per orientare e fidelizzare ulteriori flussi di pazienti verso le loro strutture ‘madri’”. “In ultimo – ha concluso Deambrogio – non può sfuggire il fatto che, se l’operazione si realizza positivamente, Tortona rischia di rappresentare una vera porta d’accesso per l’espansione ulteriore del privato, specificatamente lombardo, in altre aree del Piemonte. La lotta contro questa proposta di privatizzazione va fatta anche per difendere e rilanciare tutto il sistema sanitario pubblico piemontese”.