Italexit sul caso Pernigotti: “Passaggio alla JP Morgan? Si tuteli marchio storico della provincia”

NOVI LIGURE – Italexit torna a parlare del caso Pernigotti, recentemente passata dalla proprietà turca di Toksoz alla JP Morgan. Quella dello stabilimento di Novi Ligure è “una delle tante crisi occupazionali che tristemente hanno segnato il panorama dell’economia italiana di questi ultimi decenni”, sostiene il partito politico. “Dalla vendita alla famiglia Averna da parte dei discendenti del fondatore Stefano Pernigotti, alla cessione ai Toksoz, turchi proprietari di un gruppo industriale. Dalla crisi allo spezzatino, dai repentini e frequenti cambi di rotta della proprietà fino all’annunciato arrivo della JP Morgan, assistiamo ad un copione che ci sembra di avere già visto troppe volte con esito negativo“.

Secondo Italexit “sono sbiaditi gli annunci del 2018 di ministri e politici, che consideravano il salvataggio di un marchio storico che ha fatto grande il territorio, già dato per avvenuto“. Anche per questo il partito fondato da Gianluigi Paragone ha ritenuto utile “invitare i soggetti coinvolti (i lavoratori innanzi tutto, ma anche tutti i sindacati e tutte le forze politiche, sempre che sindacati e forze politiche vogliano occuparsene) ad un incontro pubblico che si svolgerà mercoledì 14 settembre alle ore 17.30 a Novi, in Piazzale Indipendenza, per una riflessione sull’accaduto, sulle possibilità di superamento della crisi, sulle criticità attuali, ma anche per un doveroso gesto di solidarietà verso i lavoratori“.

Pur con tutti i migliori auspici che l’intervento di JP Morgan possa risultare costruttivo, Italexit sostiene che “questo incontro sarà comunque anche l’occasione per illustrare il modello economico che Italexit propone quale via d’uscita per crisi di questo genere, attraverso la misura denominata Workers Buy Out, che consente di costituire una nuova impresa, in forma cooperativa, attraverso l’acquisizione da parte dei lavoratori dell’azienda entrata in crisi o di un ramo di produzione della stessa“.