Come potrebbe cambiare il Teatro Comunale di Alessandria: il progetto vincitore del concorso di idee

ALESSANDRIA – Racconta il passato e guarda al futuro il progetto vincitore del Concorso di “idee” bandito dal Comune di Alessandria per trasformare il Teatro Comunale in un “hub” della cultura e del turismo. A primeggiare nella graduatoria provvisoria è stato l’architetto Fabrizio Rossi Prodi, della RossiProdi Associati S.r.l (come mandatario), insieme all’ing. Marco Brugo, dell’Ai Engineering s.r.l. e Ai Studio – Associazione Professionale (come mandanti), Nei giorni scorsi è stata pubblicata sul sito del Comune la determina con la graduatoria provvisoria della procedura concorsuale lanciata a gennaio per riqualificare il teatro della città sfruttando i 10 milioni di euro assegnati dal Ministero degli Interni per il progetto “Rigenerazione Urbana 2021 2026”. La graduatoria definitiva sarà diramata la prossima settimana, dopo che l’amministrazione avrà terminato la verifica dei requisiti e la loro adesione al Disciplinare del Concorso. Poi sarà conferito l’incarico della progettazione, col successivo studio di fattibilità, la progettazione definitiva ed esecutiva e, infine, l’avvio delle procedure d’appalto.

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Il progetto che ha conquistato la Commissione Giudicatrice, formata da esperti di riqualificazione di livello nazionale, ridisegna gli ingressi, i ballatoi e le gallerie del Teatro in viale Repubblica. Come si vede nei rendering diramati dallo studio RossiProdi Associati il rosso colora il foyer e la nuova sala grande, concepita per ospitare non solo spettacoli e concerti ma anche manifestazioni enogastronomiche, fiere, congressi, sfilate di moda e persino tornei di ping pong. È stato un principio di rigenerazione” a ispirare la proposta progettuale, hanno spiegato dallo studio “RossiProdi Associati”, deciso a creare all’interno del teatro tre poli funzionali, uno teatrale, un secondo di “servizio” e un terzo polo, quello “didattico“, pensato per offrire diversi servizi e attività per la città.

La duttilità e modernità del teatro si traducono nella sala grande, ribattezzata “sala rossa”. Nel nuovo concept le gradinate si “muovono” e spariscono grazie a un gruppo di sedute che si potranno smontare e riporre dietro le quinte, così da rendere lo spazio “flessibile” e adattabile alle esigenze di vari spettacoli ed eventi.

Oltre alla riqualificazione delle sale, “sotto il profilo funzionale, ambientale, estetico e di sicurezza“, il progettoriordina” camerini, retropalco, servizi igienici e anche gli spazi del bar aperto all’esterno, così da destinare l’area alla destra del palcoscenico ad attività per la città e il territorio. Sono previste infatti nuove sale per corsi di formazione, laboratori e attività legate alla danza, alla musica, al turismo e a iniziative culturali in genere. La parte destra delle corti sceniche viene inglobata in questo settore fornendo un nuovo spazio per manifestazioni teatrali. In sostanza, ha spiegato ancora lo studio RossiProdi Associati, “tutto il settore delle attività aperte potrà essere sfruttato sia internamente al complesso teatrale che esternamente e in modo indipendente”.

Un’altra rigenerazione riguarda l’identità del Teatro Comunale. All’esterno, volutamente, l’immagine non viene stravolta ma resa più moderna sfruttando altezze e volumi diversi. Un nuovo piano orizzontale corre per tutto il complesso, abbassandosi e alzandosi per integrare e rivestire le diverse parti superiori che via via si coloreranno delle sfumature del cielo nelle sue diverse stagioni. Soluzione architettoniche che vogliono “suggerire le due vite di questo teatro, le sue radici e il suo futuro, la realtà e la fantasia, il peso e la metafisica” e costituire una “macchina della fantasia”, sia per chi si avvicina al teatro sia per chi lo vede da lontano emergere nel suo contorno di alberi e vegetazione.