Confartigianato Piemonte sollecita il nuovo Governo: “Crisi energia, pandemia, fisco le priorità da affrontare”
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PIEMONTE – A pochi giorni dalle elezioni, il Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici, ha commentato il risultato sollecitando il nuovo governo su temi energetici e fiscali. Auspichiamo che il nuovo Governo di centrodestra si insedi velocemente e che si possa riaprire, al più presto, il dialogo con i Deputati e i Senatori del Piemonte, nuovi e confermati, a molti dei quali abbiamo già illustrato, negli incontri territoriali pre-elezione, le esigenze delle imprese, dei lavoratori e del Piemonte.”

Sono circa 117 mila le imprese artigiane piemontesi che garantiscono, con qualità e professionalità, guadagni alla regione e all’intero Paese. Secondo Giorgio Felici, senza un immediato intervento molte aziende saranno costrette a chiudere. Costo energia, inflazione e pressione fiscale, sono i tre punti su cui si dovrebbe lavorare nella prossima legislatura secondo Confartigianato Piemonte. “Ripartire da un tessuto imprenditoriale, quello delle piccole e medie realtà, che rappresenta il 99,2% del sistema economico” è fondamentale per Felici che spiega come sia “imprescindibile affrontare la crisi energetica e la pandemia che non è finita ma che, nell’eventuale ondata autunnale-invernale, non deve nuovamente essere pagata dagli imprenditori con chiusure e limitazioni.”

Confartigianato ha specificato che è fondamentale confermare e potenziare le misure del Pnrr ideate dall’esecutivo uscente. Tra i punti più importanti, l’azzeramento degli oneri generali di sistema per luce e gas e la proroga del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas per le imprese non energivore e non gasivore.

Felici ha posto l’attenzione anche sulla definizione di un tetto europeo al prezzo del gas e sul recupero del gettito calcolato sugli extraprofitti.  E’ necessario che lo Stato si occupi seriamente della gestione delle risorse energetiche a salvaguardia dell’intero sistema produttivo nazionale. Vanno anche sostenuti gli investimenti in energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento per creare comunità energetiche per incrementare l’autoproduzione. Misure che permetteranno a circa 62 mila imprese artigiane, con i loro 262mila addetti, di continuare a produrre nel settore.

Il tema energetico, secondo Confartigianato Piemonte, dovrà essere priorità per il nuovo Governo. Il Presidente di Confartigianato ha precisato che si aspetta la riforma della tassazione dell’energia secondo il principio “chi inquina paga” per evitare che le piccole imprese paghino più del dovuto.

Pandemia e Guerra in Ucraina non hanno aiutato le imprese piemontesi, per questo, l’ipotesi di un possibile taglio all’erogazione di energia si fa sempre più spaventosa se non si interviene tempestivamente. Per questo motivo Giorgio Felici ha lanciato un appello: A coloro che guideranno il Paese, chiediamo di considerare l’artigianato e le piccole imprese centrali rispetto agli interventi per rilanciare lo sviluppo e di riorientare l’attenzione su coloro che hanno dimostrato di saper creare occupazione, benessere economico e coesione sociale.”

Il Presidente di Confartigianato Piemonte ha rimarcato: “Gli artigiani e i piccoli imprenditori piemontesi hanno dimostrato grandi capacità nell’affrontare questa delicata fase economica. Oggi vogliono contribuire al rilancio del Paese e a dare prospettive alle nuove generazioni, pronti come sempre a fare la loro parte con senso di responsabilità e coscienza civica”.

Tutto ciò che necessita questo fragile ma fondamentale settore è una stabilità politica ovvero la certezza di poter programmare e di poter portare avanti progetti e sviluppo”, ha concluso Felici auspicando in un governo duraturo dopo i continui cambiamenti degli ultimi cinque anni.