Fallimento Atm: scontro in consiglio comunale sul voto per l’accordo transattivo. Le posizioni a confronto

ALESSANDRIA – Durante l’ultimo consiglio comunale è stata approvata la delibera di giunta che ha autorizzato l’accordo transattivo tra il Comune di Alessandria e il fallimento A.T.M S.p.A. con pagamento in un’unica soluzione di 9.5 milioni di euro.

“Il Consiglio Comunale ha posto le basi per la soluzione della lunga e complessa controversia collegata al fallimento della società di trasporto pubblico A.T.M., la migliore possibile alle condizioni attuali” ha sottolineato il gruppo Abonante per Alessandria. “L’accordo di transazione autorizzato, infatti, ha tre effetti positivi: protegge la comunità alessandrina dal rischio di un esborso più che doppio nei confronti della curatela fallimentare, riduce l’importo della transazione, grazie alla cura con cui è stata condotta la mediazione dal Sindaco, dall’Assessore Perrone, dai funzionari e, infine, limita al 2022 l’impatto finanziario sui conti dell’Ente, senza pregiudicare le possibilità di investimenti per la città negli esercizi 2023 e 2024″.

Non vediamo le ragioni del voto contrario dell’opposizione, se non per l’opportunità del momento – ben lontana dall’interesse generale. Altrimenti perché sconfessare le scelte dell’ex sindaco Cuttica e della sua amministrazione, molto ben rappresentata tra i banchi della minoranza, che a maggio avevano avviato il percorso? Perché rinunciare ad intestarsi almeno il primo passo in questa direzione? Perchè affidarsi, nel dibattito, ai “se e ai “ma”, anzichè rammentare le proprie responsabilità nell’esplosione dei costi (ma non dei ricavi!) di ATM negli anni 2010 e 2011? La nostra maggioranza è guidata dal principio del pragmatismo dell’amministrazione: continua, migliora e completa un provvedimento della Giunta precedente, senza fermarsi agli interessi di bottega. La nostra maggioranza ha il coraggio politico che manca ai “senza paura”: guarda in faccia il passato per superarlo, agisce in modo conseguente, non cerca solo una riga sul giornale di domani” hanno sottolineato i membri del gruppo consiliare presieduto da Lodovico Como. 

Contrari i consiglieri di minoranza. “L’amministrazione del sindaco Abonante decide di pagare in un’unica soluzione 9,5 milioni di euro al fallimento ATM (invece dei 22,5 milioni totali) causati tra il 2012 ed il 2016 proprio dall’amministrazione comunale di Alessandria quando l’attuale sindaco era assessore al Bilancio ed alle Partecipate” ha rimarcato il capogruppo di Fratelli d’Italia Emanuele Locci “Al di là dell’oggettiva responsabilità politica di questo debito che ricade tutta sul PD di Rita Rossa e Giorgio Abonante (come molti altri fallimenti di aziende partecipate nel recente passato e come i debiti emersi negli ultimi anni), si prendono il rischio di andare contro la Legge prosciugando buona parte dell’avanzo accantonato negli ultimi anni nel Fondo Contenzioso richiamando deroghe previste per altre fattispecie. Perché? Perché in questo modo, non pagando i debiti da loro causati come previsto a rate con le risorse del bilancio da qua al 2025, potranno nuovamente spingere l’indebitamento del nostro Comune con nuove spese lasciando inoltre pericolosamente “scoperto” il Fondo Contenzioso. Nel frattempo, però, aumentano l’IRPEF.”.

“Quando un consigliere comunale dice che è stata accertata la responsabilità dell’amministrazione che governava durante il fallimento Atm dice una cretinata ha replicato il sindaco Giorgio Abonante “la sentenza, di primo grado, ha sgombrato il campo, spazzando via ogni ipotesi di coinvolgimento dei livelli politici. Questi sono i fatti. Rispetto alla deliberà abbiamo fatto un lavoro in continuità con l’amministrazione Cuttica per arrivare a chiudere un contenzioso cercando di fare meno danni possibili al Comune, evitando una conclusione ancora peggiore. Lo sbilancio di Atm era nettamente più grande rispetto alle cifre che oggi paghiamo, la vicenda Atm era totalmente fuori controllo. I crediti attivi e passivi erano inaffrontabili dall’amministrazione comunale. Questo è stato riconosciuto. A mio avviso la vicenda Atm andò fuori controllo tra il 2010 e il 2011, quando il cda assunse di più di 20 persone quando gli stessi revisori dei conti dissero che la decisione sarebbe stata sbagliata. Il cda ha deciso lo stesso di andare avanti. Questo determinò una spesa di 500/600 mila euro all’anno”. 

“Ci siamo espressi contrariamente alla scelta del sindaco di voler pagare in un’unica tranche l’accordo transattivo sul fallimento di Atm” ha concluso il capogruppo della Lega Mattia Roggero “risposte poco chiare, pareri abbozzati, molta (anzi troppa) tensione, poche certezze, tanti dubbi e il rischio di bloccare finanziariamente il Comune. Noi avevamo proposto una soluzione diversa, su più anni, con un piano chiaro e regolare”.