Autore Redazione
martedì
20 Dicembre 2022
14:37
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Politica - Alessandria

Pronto Soccorso, Icardi: “Gettonisti? Odioso fenomeno, siamo sotto scacco”. Da 2023 tempi attesa visibili online

Pronto Soccorso, Icardi: “Gettonisti? Odioso fenomeno, siamo sotto scacco”. Da 2023 tempi attesa visibili online

PIEMONTE – “Il covid ci ha insegnato un metodo di lavoro che funziona”. Così il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato il piano straordinario di Palazzo Lascaris a sostegno dei Pronto Soccorso e che si baserà sulla stessa strategia che, durante la pandemia, ha portato alla creazione del cosiddetto “Dirmei”, il Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive. “L’autonomia delle aziende sanitarie era diventata anarchia, serve un coordinamento regionale” ha sottolineato il Governatore “il Dirmei ha insegnato che serve l’Azienda zero per affrontare tutte le urgenze. Il covid ha messo alla luce le emergenze della sanità, provocata da anni e anni di depauperamento della sanità pubblica. Oggi non dobbiamo commettere gli errori nel passato, prima di questo non esistevamo piani di monitoraggio dei pronto soccorso”.

Come ha spiegato Carlo Picco, commissario dell’Azienda Zero, il Piemonte ha 3.5 posti letto per mille abitanti, un dato inferiore a quello italiano (3.7 per mille). Nella nostra regione mancano, inoltre, 284 urgentisti su 633 previsti. “Ci sono buchi di organico preoccupanti che le cooperative non riescono a coprire. Il Piemonte, inoltre, è fanalino di coda delle borse di studio, non è stato mai rivendicato un ruolo importante per l’acquisizione di specialisti, ci siamo sempre accontentati. Dal 2010, inoltre, abbiamo perso 2600 posti letto. Toccherà quindi all’Azienda Zero coordinare e monitorare, posto che nessuno ha la bacchetta magica“.

Tra le azioni “urgenti” previste dal piano ci sarà, tra dicembre e gennaio, un incremento straordinario dei posti letto nelle rsa e nelle strutture di Continuità a Valenza Sanitaria (i cosiddetti “cavs”) così da favorire il deflusso dagli ospedali e liberare posti letto. Come ha riferito il direttore sanitario dell’Azienda Zero Gianluca Ghiselli, sempre per favorire il deflusso di pazienti dagli ospedali “partirà la ricerca di strutture private che possano fornire reparti di lungodegenza e riabilitazione. Infine, come hanno fatto altre regioni, potenzieremo le possibilità di ricovero, non superando però le soglie critiche, massimo il 10% nell’area medica e il 5% per quella chirurgica, con una conseguente incentivazione per il personale del comparto. In parallelo creeremo una task force dedicata nel weekend, i giorni che abbiamo visto essere più critici, che vada nelle strutture per potenziare le dimissioni dei pazienti”.

Tra le novità più significative tra gli interventi a medio termine ci sarà, dalla prossima primavera, la possibilità anche per i cittadini di poter monitorare online, sul sito dell’Azienda Zero, i tempi di attesa nei singoli Pronto Soccorso. “Una cabina di regia consentirà di verificare i flussi e ottimizzare la gestione degli arrivi” ha aggiunto il direttore Ghirelli “chiederemo anche l’ottimizzazione dei flussi minimi giornalieri del flusso da pronto soccorso e reparti. Le patologie cosiddette di confine, tra medicina e chirurgia, si sposteranno in ambito chirurgico in caso di sovraffollamento. Infine, sul fronte del potenziamento del personale, è stato già bandito il concorso per medici specialisti a tempo indeterminato, anche per medici di medicina interna”.

“Quello dei Pronto Soccorso è un tema fondamentale, importantissimo” ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardiil sovraffollamento e la carenza di urgentisti nei Pronto soccorso sono un problema nazionale, non solo del Piemonte. Tra i provvedimenti immediati aumenteremo da 60 a 100 euro l’ora la retribuzione degli urgentisti per contrastare l’odioso fenomeno delle cooperative. Oggi siamo sotto scacco. Dobbiamo pagare meglio gli urgentisti, per non ricorrere ai gettonisti. Nei provvedimenti a lungo termine c’è, certamente, una miglior strutturazione della medicina del territorio con 29 ospedali di comunità, 91 case di comunità e 8 nuovi ospedali. In passato il Piemonte non aveva mai rivendicato le borse di studio. Nel 2019 erano 317, parametrate rispetto alle cattedre universitaria. Oggi non è più cosi: ci sono 1050 borse di studio per specialisti, ma serve un tempo finestra per far completare gli studi ai queste ragazze e ragazzi. Chiederemo al Governo un provvedimento emergenziale che consenta di assumere i medici completando il periodo di formazione come lavoro”.

“Non si può pensare di intervenire sul carico che devono sostenere gli ospedali senza realizzare una vera integrazione sociosantiaria, che metta al centro la persona, accompagnandola con un progetto di salute individualizzato e non rimbalzandola come una pallina da flipper” – dichiara l’assessore alle Politiche sociali e all’integrazione socio-sanitaria Maurizio MarroneServe risolvere il problema dei cronici che si rivolgono al Pronto soccorso, quando potrebbero invece essere assistiti in ambito ambulatoriale o sociale. In questo campo la Regione Piemonte realizzerà un sistema virtuoso che metta in rete Politiche Sociali, Sanità, Enti gestori dei servizi socio assistenziali e realtà del Terzo Settore con un modello tipo di accordo da sottoscrivere nei distretti sanitari, che garantirà uniformità organizzativa e procedurale a tutto il territorio regionale, fissando le stesse asticelle qualitative di servizio”.

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